
Il lancio del Galaxy Z TriFold di Samsung apre una nuova fase nel mercato degli schermi pieghevoli, mentre il presunto iPhone Fold resta ancora nella categoria dei prodotti “in arrivo”. Da una parte c’è un dispositivo concreto, con un grande display interno che si piega in tre sezioni e una cover screen frontale, destinato per ora a un numero limitato di mercati.
Dall’altra c’è la strategia Apple, che sembra preferire un approccio più cauto, aspettando che tecnologia, costi e casi d’uso maturino prima di esporre il brand a compromessi troppo evidenti.
Per il lettore che vive nell’ecosistema Apple, la domanda chiave non è solo chi esce per primo, ma quale filosofia di prodotto c’è dietro queste scelte. Samsung usa il Galaxy Z TriFold per mostrare la capacità di trasformare uno smartphone in una sorta di tablet compatto, con un grande pannello OLED interno, due cerniere e un software orientato al multitasking avanzato.
Apple, al contrario, continua a lavorare su schermi OLED tradizionali e su transizioni più graduali come ProMotion, luminosità HDR e passaggio ad Apple Intelligence, rinviando il passo nel mondo foldable a un momento in cui la tecnologia sarà più allineata alle proprie aspettative.
In questo contesto, confrontare le differenze tra le tecnologie degli schermi di Apple e Samsung aiuta a capire cosa rappresenti davvero il Galaxy Z TriFold e cosa ci si può ragionevolmente aspettare da un futuro iPhone Fold. Non si tratta di una gara a chi ha lo schermo più grande, ma di un diverso modo di rispondere alle stesse domande: quanto si può piegare un pannello senza comprometterne la durata, come si gestisce il segno della piega, che senso ha un dispositivo del genere nella vita quotidiana.
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Due filosofie sugli schermi: Apple contro Samsung
Nel mondo dei display, Apple e Samsung sono allo stesso tempo partner e concorrenti. Samsung Display fornisce a Cupertino molti dei pannelli OLED montati su iPhone e Apple Watch, ma Samsung Electronics usa le nuove generazioni di questi pannelli per spingere la gamma Galaxy verso form factor più estremi, dai bordi curvi agli schermi pieghevoli.
Apple di solito interviene dopo, quando la tecnologia è più stabile, concentrandosi su calibrazione del colore, gestione della luminosità, coerenza tra dispositivi e comfort visivo. I modelli recenti come iPhone 17 puntano su display che non stupiscono per forma, ma per leggibilità, resa cromatica e integrazione con l’hardware.
Samsung invece utilizza la linea Galaxy come banco di prova: prima i display curvi, poi i foldable a singola piega (Z Fold e Z Flip), ora il Galaxy Z TriFold, che porta la logica “tablet in tasca” un passo avanti con una doppia cerniera e tre pannelli. È una differenza di ritmo: Samsung sperimenta sul mercato, Apple sperimenta più a lungo dietro le quinte, e spesso arriva quando l’utente medio ha già capito cosa vuole davvero da quella categoria.

Com’è fatto lo schermo del Galaxy Z TriFold
Il Galaxy Z TriFold adotta un grande pannello OLED interno che, completamente aperto, raggiunge circa i 10 pollici di diagonale. Il display è diviso in tre sezioni collegate da due cerniere: in configurazione chiusa, l’utente utilizza solo la cover screen esterna da circa 6,5 pollici, che assomiglia per dimensioni a uno smartphone tradizionale. Quando viene aperto, il pannello interno offre un’area simile a quella di un piccolo tablet Android, pensata per lavoro, lettura e intrattenimento.
La struttura è di tipo “inward-folding”: il display interno resta protetto all’interno quando il device è chiuso, mentre le due cerniere in titanio gestiscono l’apertura in tre segmenti. Samsung parla di una Armor FlexHinge con due cerniere collegate da un doppio binario interno, progettata per distribuire meglio le sollecitazioni e ridurre i rischi di deformazioni nel tempo. A livello di materiali, sopra il pannello OLED flessibile è presente uno strato di rivestimento plastico rinforzato, con uno spessore studiato per bilanciare resistenza ai graffi e capacità di piegarsi senza rompersi.
Per alimentare questo grande schermo, Samsung utilizza una batteria suddivisa in tre celle, una per sezione, per una capacità complessiva dichiarata superiore ai tradizionali Z Fold.
La scelta è coerente con l’uso previsto: multitasking, video, modalità tipo desktop tramite Samsung DeX, che può funzionare direttamente sul display tri-fold gestendo più finestre contemporaneamente. Il dispositivo integra anche un sistema software che avvisa l’utente in caso di piega nel verso sbagliato, segnale che la complessità meccanica è elevata e va guidata da un supporto digitale.
Cosa sappiamo del futuro schermo OLED pieghevole di iPhone Fold
Sul fronte iPhone Fold, il quadro deriva da rumor e analisi incrociate più che da annunci ufficiali. Un recente approfondimento di MacRumors dedicato all’argomento indica il 2026 come finestra plausibile per il lancio del primo iPhone pieghevole, con un form factor più vicino ai classici foldable a libro che a un tri-fold. Lo stesso sito ha pubblicato un focus su “iPhone Fold: Launch, Pricing, and What to Expect From Apple’s Foldable”, in cui raccoglie i punti fermi condivisi dalle principali fonti della supply chain.1Secondo un riassunto pubblicato da MacRumors a fine 2025, il primo iPhone pieghevole dovrebbe usare un pannello OLED flessibile con singola cerniera, con diagonale interna simile a un iPad mini e cover screen frontale da smartphone.
Le ipotesi più solide parlano di uno schermo OLED pieghevole interno, affiancato da una cover screen esterna per l’uso “rapido”. Apple starebbe lavorando sulla riduzione della piega visibile e sulla resistenza a centinaia di migliaia di aperture, testando cerniere e materiali in diversi laboratori interni. Nei brevetti depositati emergono soluzioni che vanno da vetri ultra-sottili rinforzati a strati elastici auto-riparanti, passando per strutture interne che ridistribuiscono lo stress del piegamento lungo un raggio più ampio.

Differenze tra schermi Apple e Samsung nei pieghevoli
Materiali e strati superficiali
Nei foldable attuali, incluso il Galaxy Z TriFold, Samsung adotta pannelli OLED flessibili con strati superiori plastici rinforzati. Anche dove si parla di vetro ultra-sottile, la realtà è una combinazione vetro/plastica in grado di piegarsi senza rompersi, ma più sensibile a graffi superficiali rispetto al vetro rigido di un iPhone standard. Ciò comporta una percezione al tatto leggermente diversa, spesso descritta come più morbida o “gommosa”.
Apple, non avendo ancora un prodotto commerciale, può spingersi più in là in termini di sperimentazione: nei brevetti compaiono ipotesi di vetri compositi, rivestimenti auto-rigeneranti e strati intermedi elastici. L’obiettivo probabile è avvicinare il più possibile la sensazione d’uso di iPhone Fold a quella di un iPhone non pieghevole, riducendo il divario fra compromesso tecnico e aspettativa del cliente che paga un device di fascia alta.
Cerniere e geometria della piega
Il Galaxy Z TriFold utilizza due cerniere interne e un’unica superficie display che si piega in tre sezioni. Questo disegno offre grande flessibilità di posizionamento (modalità “Z”, modalità “tablet”, modalità “smartphone”), ma aumenta la complessità meccanica e il numero di componenti soggetti a usura. Ogni cerniera deve garantire un angolo di piega controllato, evitare schiacciamenti e assicurare che le tre sezioni restino allineate sia aperte sia chiuse.
Un iPhone Fold con una sola cerniera, al contrario, potrebbe risultare meno flessibile in termini di configurazioni, ma più semplice da sigillare contro polvere e umidità. Apple ha una lunga esperienza con cerniere “invisibili”, sia su MacBook sia su iPad con Magic Keyboard, e di solito privilegia meccanismi con meno parti esposte e meno giochi percepibili dall’utente. È ragionevole attendersi una soluzione in cui il pannello si piega con un raggio relativamente ampio, per ridurre la marcatura della piega e migliorare la durata nel tempo.

Software: multitasking e layout su grandi schermi
Sul Galaxy Z TriFold, Android personalizzato da Samsung offre layout multi-finestra evoluti: tre app affiancate in verticale, combinazioni di app con video a tutto schermo, supporto completo a Samsung DeX direttamente sul display tri-fold. Il dispositivo cerca di comportarsi come un piccolo laptop quando è aperto, specie se abbinato a tastiere Bluetooth e accessori di input.
Apple ha già mostrato su iPad come immagina l’esperienza multi-finestra: Split View, Slide Over, Stage Manager. Su un ipotetico iPhone Fold è plausibile che questi concetti vengano adattati a uno schermo che passa dallo stato “telefono” allo stato “mini iPad”, con app che cambiano layout al volo, notifiche redistribuite e magari una gestione particolare delle app di produttività come Pages, Numbers o app di terze parti. La differenza sostanziale è che Apple potrà contare su un ecosistema già abituato a lavorare su più schermi, inclusi Mac e iPad, puntando sulla continuità più che sulla spettacolarità.
Galaxy Z TriFold nel mercato: posizionamento e limiti
Le informazioni raccolte da siti come The Verge descrivono un Galaxy Z TriFold posizionato nella fascia altissima del mercato, con un prezzo che si avvicina o supera i 2.400 dollari e una disponibilità iniziale ristretta a pochi Paesi. Il dispositivo dovrebbe arrivare in Corea del Sud entro la fine del 2025, con una successiva espansione in mercati chiave come Stati Uniti e alcune regioni asiatiche nel corso del 2026.2Secondo The Verge, Samsung ha presentato il Galaxy Z TriFold come dispositivo di punta per la categoria tri-fold, con disponibilità limitata e focalizzata su utenti disposti a pagare un prezzo elevato per un form factor sperimentale.
Questa scelta suggerisce che Samsung non si aspetta volumi di vendita di massa, ma considera il TriFold una dimostrazione di capacità tecnologica e un test sul campo per capire quali scenari d’uso prenderanno piede. È una logica simile a quella dei primi Z Fold: pochi numeri, molto feedback, iterazioni rapide.

Nel frattempo, gli analisti continuano a indicare una quota di mercato dei pieghevoli ancora contenuta rispetto agli smartphone tradizionali, nonostante la crescita costante in segmenti come quello asiatico.3Report di settore pubblicati nella seconda metà del 2025 indicano i foldable ancora sotto il 3% del mercato globale, con crescita concentrata in Cina, Corea e alcuni mercati europei.
Per Apple, che tradizionalmente evita categorie troppo di nicchia, questa dinamica è un segnale: il terreno viene preparato da altri, ma la quota di utenti realmente pronti a vivere quotidianamente con un device pieghevole resta limitata. Questo spiega in parte perché un iPhone Fold non sia ancora arrivato, nonostante i rumor circolino da anni.
Cosa osservare del TriFold se si è utenti Apple
Chi usa iPhone e si guarda intorno con curiosità può usare il Galaxy Z TriFold come strumento di analisi più che come opzione di acquisto immediata. Ci sono alcuni aspetti concreti che vale la pena tenere d’occhio nei prossimi mesi, quando arriveranno le prime recensioni di lungo periodo:
- Segno della piega: quanto è visibile al centro del pannello dopo settimane o mesi di utilizzo, e quanto incide sulla lettura di testo e immagini.
- Spessore e peso reali in tasca: un tri-fold è inevitabilmente più spesso di un telefono tradizionale; la percezione quotidiana di questo ingombro dirà molto sulla tolleranza degli utenti verso l’idea di “tablet in tasca”.
- Affidabilità delle cerniere: rumori, giochi, eventuali scricchiolii o necessità di manutenzione sono indicatori importanti per un prodotto che punta a durare più di un normale ciclo annuale di upgrade.
- Uso effettivo del multitasking: quante persone sfruttano davvero tre app affiancate o la modalità tipo desktop, e quante invece usano il TriFold quasi sempre come smartphone tradizionale con qualche video a schermo grande sul divano.
Queste osservazioni, quando emergeranno, saranno utili anche per valutare quanto senso avrebbe un iPhone Fold nella propria vita quotidiana. Se il compromesso in termini di peso, spessore e fragilità risulta accettabile solo per una minoranza, è probabile che Apple decida di posizionare il proprio foldable come prodotto di fascia altissima, magari più vicino a un iPad che a un iPhone standard.
FAQ
Il Galaxy Z TriFold anticipa davvero iPhone Fold?
Sì, nel senso che Galaxy Z TriFold è un prodotto reale, mentre iPhone Fold è ancora atteso per il prossimo anno secondo varie fonti, tra cui gli approfondimenti di MacRumors su iPhone Fold. Questo non significa però che Apple seguirà la stessa strada del tri-fold: è più probabile un form factor a singola piega, con maggiore attenzione a integrazione software e continuità con l’ecosistema esistente.4Le analisi di fine 2025 indicano che Apple sta valutando attentamente i compromessi di spessore, peso e durata legati ai form factor tri-fold, giudicandoli ancora poco adatti a un prodotto di massa con marchio iPhone.
Gli schermi Samsung sono migliori di quelli Apple nei pieghevoli?
Samsung oggi ha più esperienza nel portare schermi pieghevoli sul mercato e nel gestire problemi pratici come cerniere, piega visibile e protezione del pannello. Apple però ha una forte tradizione sulla qualità complessiva del display (colori, luminosità, uniformità) e potrebbe concentrarsi su questi aspetti al momento del lancio di iPhone Fold. Per l’utente, il “migliore” dipenderà meno da numeri di specifica e più dal bilanciamento fra vantaggi del display flessibile e compromessi su robustezza e semplicità.
Riferimenti:
- 1Secondo un riassunto pubblicato da MacRumors a fine 2025, il primo iPhone pieghevole dovrebbe usare un pannello OLED flessibile con singola cerniera, con diagonale interna simile a un iPad mini e cover screen frontale da smartphone.
- 2Secondo The Verge, Samsung ha presentato il Galaxy Z TriFold come dispositivo di punta per la categoria tri-fold, con disponibilità limitata e focalizzata su utenti disposti a pagare un prezzo elevato per un form factor sperimentale.
- 3Report di settore pubblicati nella seconda metà del 2025 indicano i foldable ancora sotto il 3% del mercato globale, con crescita concentrata in Cina, Corea e alcuni mercati europei.
- 4Le analisi di fine 2025 indicano che Apple sta valutando attentamente i compromessi di spessore, peso e durata legati ai form factor tri-fold, giudicandoli ancora poco adatti a un prodotto di massa con marchio iPhone.
