L’iPhone rischia un altro ban in India per l’app contro i call center

Tim Cook India

L’India è una miniera d’oro, almeno potenzialmente. La nazione ha da poco fatto il suo ingresso nel settore delle connessioni veloci LTE. Alla luce dei 1,3 miliardi di abitanti, si comprende come questa nazione possa diventare una nuova fonte di ricchezza per Apple.

Peccato che nella realtà le cose non vadano bene come sperato. Gli iPhone trovano molte difficoltà nelle vendite. Attualmente in anni di prove la società è riuscita a piazzare 1 milione di iPhone nel 2017. Un mercato molto difficile per una serie di vincoli legali.

La società non può vendere iPhone ricondizionati in India e le unità vendute possono essere solo prodotte all’interno. Per questo la società ha dovuto attivare delle fabbriche di iPhone destinati agli indiani. La società ha dovuto anche integrare una funzione antipanico per evitare il ban delle vendite. Funzione poi resa disponibile a tutti.

L’ultima richiesta è la funzione contro i call center. Il TRAI (India Telecom Regulatory Authority) ha deciso che tutti gli smartphone venduti in India dovranno avere un filtro contro le chiamate indesiderate e gli SMS di spam.

Apple consente di usare questi sistemi, ma mediante app di terzi. Basta scaricarne una, come Truecaller e attivare il filtro in “Telefono” nel menu impostazioni. L’India, però, vuole che il filtro sia di base.

Apple ha ora 6 mesi per integrarne uno altrimenti non potrà più vendere unità nella nazione. Vedremo anche noi il filtro antispam per telefonate e SMS in iOS?

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