Cosa ho fatto nell’ultimo anno: il progetto Ubuntu Pathways

Quando all’Apple Developer Academy c’era stato chiesto di proseguire la nostra presenza in Academy per un altro anno, abbiamo accettato l’invito con interesse. Eravamo il team Rosarium: l’unica app sviluppata in un’Academy di Apple ad essere stata mostrata sul palco di una WWDC.

C’era stato chiesto di aiutare Ubuntu Pathways, una NGO con sede in Sud Africa per un’app in grado di aiutare la formazione per la gestione della Coffee Bakery presente nell’Ubuntu Center. Prima che il progetto partisse, però, metà del team era stato assunto. Parte che è stata ricostruita con altre persone diplomate come developer nella stessa struttura.

È stato così che io, Vittorio, Raffaele, Manu, Francesca e Sarah abbiamo iniziato questo viaggio. Un viaggio che chi ha portato a girare il mondo, conoscere persone da New York, Port Elizabeth, Londra e Parigi. Un viaggio lungo un anno. Nel frattempo l’app per gestire una caffetteria si è trasformata in una competitiva sfida nella ricostruzione del loro sistema di gestione dei dati.

Ubuntu ricorda la famosa distribuzione di Linux. In realtà è una parola africana che indica lo spirito che unisce l’umanità e le persone. La NGO che abbiamo aiutato, in particolare, si avvale dell’aiuto dei locali per offrire molti servizi nella township di Port Elizabeth: una delle più povere del Sud Africa.

Aiutano per esempio le donne incinte affette da HIV, raggiungendo un tasso di successo del 100% di bambini nati sani, oltre ad altri servizi medici come lo screening per la tubercolosi e la distribuzione di medicinale. Offrono anche supporto scolastico ai bambini prima che siano pronti per la scuola pubblica, aiutandoli nella loro crescita sociale e cognitiva. Al termine li aiutano con la loro carriera: nel caso in cui avessero problemi nel trovare lavoro, attraverso un programma di formazione mirato.

Ora immaginate tutto questo. Tutta questa complessità e insieme di servizi, gestita con dei file di Excel e Google Docs. Questo significa che per evitare problemi c’è una sola persona che può accedere al singolo file, inserire i dati e operare con quei dati. Per evitare perdite di informazioni, inoltre, utilizzano molta carta stipata in grossi schedari. Un ciclo che porta ad usare molta carta, risorse e persone che potrebbero essere occupate con compiti più utili. Un ciclo che abbiamo deciso di fermare grazie ad un’app che permette di gestire un’area dell’organizzazione: il Job Skills Program.

È stato un primo passo verso la digitalizzazione di tutta l’organizzazione. Una soluzione scalabile, sicura e semplice da usare che permetterà di digitalizzare tutto e ottimizzare il flusso di lavoro. Un’app replicabile e in grado di crescere per i prossimi 20 anni. Una soluzione multipiattaforma utilizzabile in tutti i dispositivi presenti nell’Ubuntu Center.

Il risultato è stato incredibile. Quando abbiamo presentato la nostra soluzione nell’Ubuntu Center, lo scorso maggio, lo staff era entusiasta. Per la prima volta non erano costretti a compilare pile di fogli e stare seduti al computer. Bastava usare semplicemente un’app su un iPad da portare in giro nel centro.

Un’organizzazione del lavoro ottimizzata, in grado di offrire tutte le informazioni sulle persone nel centro in pochi secondi. Informazioni conservate in modo sicuro mediante la cifratura dei dati e la gestione dei permessi di accesso alle informazioni.

Al termine del processo abbiamo scoperto di non aver trovato semplicemente un modo per gestire meglio i dati. Abbiamo scoperto un modo per estrarre una delle risorse più preziose del mondo: il tempo. Il tempo che ora lo staff di Ubuntu Pathways potrà usare per ascoltare di più la comunità e offrire loro servizi migliori.

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