Apple vuole rendere i suoi prodotti riparabili ovunque

Riparazione di un iPhone
Riparazione di un iPhone

C’è una sorta di paradosso nel mondo Apple. Spesso si parla di cura dei dettagli, di materiali di qualità, di capacità di offrire i migliori prodotti sul mercato. Quelli in grado di aiutare le persone a cambiare il mondo. Ma se esistesse realmente tutta questa perfezione, l’angolo Genius non sarebbe stato creato.

Il fatto che esistano migliaia di centri autorizzati, i CAA (Centri Assistenza Autorizzati), significa che i prodotti della Mela si possono guastare. Inoltre se esistesse tutta questa perfezione, non esisterebbero neanche i piani di richiamo, che aumentano il periodo della garanzia su determinati componenti. Ne è un esempio quello sulla tastiera dei MacBook.

La verità è che i dispositivi di Apple funzionano bene perchè è studiata bene l’integrazione tra hardware e software, ma non sono perfetti. L’hardware, così come il software, può avere dei difetti e quei difetti creano disservizi. Immaginiamo di dover partire per un viaggio e qualche giorno prima la tastiera del MacBook Pro smette di funzionare.

Poi c’è un altro aspetto: l’obsolescenza. Che sia programmata o meno, per chi crede oppure no che l’azienda inserisca dei componenti che statisticamente si rompono dopo un certo periodo (e convincere così a comprare un nuovo prodotto), sta di fatto che nessun hardware dura per sempre. I circuiti possono consumarsi, la polvere può guastare delle parti, l’umidità può compromettere le parti in metallo e così via.

Un MacBook Pro smontato da iFixIt
Un MacBook Pro smontato da iFixIt

Ogni hardware ha un timer di scadenza per motivi fisiolofici. Anche un essere umano ha un timer biologico. Così come ce l’ha un software che deve essere aggiornato e corretto. Quindi ogni dispositivo che compriamo, sia esso elettronico e non, prima o poi prenderà la via della discarica.

A tal proposito la società ha attivato un programma di riciclo abbastanza interessante, anche se il programma di permuta che dovrebbe convincere a consegnare i vecchi dispositivi, in cambio dell’acquisto di quelli nuovi, è abbastanza imbarazzante. Mi riferisco al valore che attribuiscono al dispositivo che si va a conferire.

I recenti prodotti di Apple, però, hanno la maggior parte dei componenti riciclabili. Questo significa che quando termineranno la loro corsa e saranno completamente inutilizzabili, potranno essere smembrati e recuperati. Liam, il robot che si occupa di questa operazione, può smontare un iPhone ogni 2 minuti.

Il robot Liam
Il robot Liam

Si comprende, quindi, che l’obiettivo è evitare che le discariche si riempiano di dispositivi Apple in disuso. Una tendenza che si ottiene anche mediante la riparabilità dei prodotti. Sappiamo, dai report di iFixIt, che i prodotti di Apple diventano sempre più difficili da riparare.

La società di Cupertino li rende sempre più impenetrabili. Spesso all’interno troviamo della colla che tiene insieme i componenti, prodotti saldati e così via. Tutte scelte che servono a realizzare dispositivi sempre più sottili ed evitare che l’utente possa cambiare i componenti a piacimento.

L’obiettivo è evitare che arrivino in assistenza dei prodotti manomessi, con soluzioni che portano più danni che giovamenti. Inoltre la società vuole evitare che si utilizzano componenti non originali, capaci di portare ad una degradazione dell’esperienza d’uso e danni sul lungo periodo.

Per comprendere questa scelta, condivisibile o meno, immaginiamo nell’usare una batteria non originale, e più economica, installandola da soli in un iPhone. Le performance della batteria potrebbero essere basse o diventarlo molto presto. Questa conseguenza potrebbe portare ad associare le performance minori al brand Apple, fino a convincere l’utente a scegliere un altro fornitore in futuro.

Per evitare tutto questo, Apple ha attivato il programma AASPs (Apple Authorized Service Providers). Questi è attualmente attivo presso i rivenditori autorizzati (APR) e i centri di riparazione ufficiali. In pratica ottenendo l’abilitazione al sistema, rispondendo ad una serie di requisiti che Apple vuole, si ottiene il software per gestire le riparazione dei prodotti.

Questo permette di effettuare i test ufficiali sui prodotti in assistenza, ottenendo gli stessi report che ottengono i Genius negli Apple Store. Inoltre la società permette di collegare la piattaforma al suo sistema di rifornimenti di componenti ufficiali, ottenendo le stesse materie e gli stessi strumenti usati dai suoi tecnici.

Oltre a questo, c’è il supporto con tutta la documentazione e i tutorial per effettuare correttamente le operazioni di riparazione. La buona notizia è che la società ha deciso di aprire il programma AASP anche ai centri indipendenti. Al momento l’apertura sarà attivata solo negli Stati Uniti, per poi allargarsi in altre nazioni.

Saranno almeno 5.000 i centri di riparazione di terzi che saranno integrati nel database dei centri tecnici autorizzati. Si tratta di una decisione importante per consentire alle persone lontane dagli Apple Store di usufruire delle riparazioni, senza dover spedire il prodotto e attendere i tempi di gestione dei vari casi.

L’azienda ha pubblicato una pagina con le informazioni per chi volesse aderire al programma. Per esempio si legge che la società richiede che i tecnici che operano nel centro indipendente abbia le certificazioni ufficiali di Apple. Queste possono essere conseguite seguendo i corsi ufficiali di Apple. Informazioni in merito quest’ultimo aspetto si trovano in questa pagina.

Si tratta di sicuro di una buona notizia per chi ha bisogno di riparare un prodotto e non vuole viaggiare per trovare un centro autorizzato più vicino.

Tutt’altra cosa è invece il Right To Repair. Da anni i vari governi, soprattutto la California, sta chiedendo che le aziende inizino a costruire prodotti più semplici da riparare, fornendo guide ufficiali a tutti e diano l’accesso al mercato dei componenti per consentire l’integrazione di elementi di terzi.

Di certo sostituire una batteria può avvenire con dei componenti non ufficiali, così come potrebbe lo schermo. Sostituire processori e memoria diventa già più complicato per garantire l’integrità di tutto il sistema. Il problema è che per mantenere il controllo sul sistema di riparazione, si rendono i dispositivi sempre meno riparabili.

riparazioni fuori garanzia degli iPhone
riparazioni fuori garanzia degli iPhone

Si tratta di una strategia che porta vantaggi all’azienda, ma svantaggi all’utente. Avere un sistema concorrenziale nel settore delle riparazioni e dei componenti potrebbe far calare i prezzi.

Un’altra soluzione sarebbe abbassare di molto le tariffe per le riparazioni fuori garanzia. Potremmo essere d’accordo nel far riparare i prodotti solo dai tecnici ufficiali e solo con compienti ufficiali, a patto che questi siano a prezzi equi. Un po’ come nel 2018 la società attivò la sostituzione delle batterie per 29 €. Un piano straordinario che difficilmente si ripeterà in futuro.

La verità è che dover pagare 591,20 € per far riparare un iPhone X, dopo aver speso oltre 1.000 € per comprarlo, renderebbe nervoso chiunque. È vero che i componenti hanno un costo e le persone vanno remunerate per la manodopera, ma se i dispositivi fossero più semplici da riparare forse quei prezzi potrebbero calare molto.

La società ha in pratica un mercato parallelo, che è quello delle riparazioni, dal quale ne ricava un lauto profitto. Forse potrebbe rinunciare a quel profitto se ha davvero a cuore l’ambiente e l’ecosostenibilità.

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