Si chiude un altro decennio per il genere umano. Un passaggio importante che sancisce un nuovo inizio. Oggi ricordiamo gli anni ’70, ’80, ’90, tutti caratterizzati da dei propri elementi e simboli. Ma come è stato l’ultimo decennio di Apple? Diamo un’occhiata ai numeri.

Il titolo della società valeva circa 30 $ nel gennaio del 2010. Questo prima dello split del 2014, dove ogni azione della società si moltiplicò per 7. Questo significa che al valore attuale di 290 $, il titolo è cresciuto del 700%. Una performance che si è mantenuta anche nello scorso anno, dove dal valore iniziale di 150 $ ad azione oggi ne vale quasi il doppio.

La capitalizzazione ammonta a 1,288 bilioni di dollari, rendendola la società di elettronica più capitalizzata al mondo e seconda più capitalizzata in assoluto dopo la Saudi Aramco (che si occupa di petrolio).

Se nel 2010 fatturava 65,2 mld di $ in un anno, nel 2019 ne ha fatturati 260,2. Negli ultimi 10 anni Apple ha fatturato 1.900 miliardi di dollari. In pratica quanto il PIL italiano. Le riserve della società sono passate da 41,6 mld a 338,5 mld. Le spese in ricerca e sviluppo da 1,78 mld annui a 16,2 mld. Inoltre:

  • Il fatturato degli iPhone è passato da 25,17 mld a 142,38 mld.
  • Gli iPad da 4,96 mld a 21,28 mld.
  • I Mac da 17,48 mld a 25,74 mld.
  • Gli accessori da 1,81 mld a 24,48 mld.
  • I servizi da 2,57 mld a 46,29 mld.

Sono stati anni di profonda trasformazione per la società. Nel 2010 l’iPhone era in vendita da appena 3 anni rivoluzionando tutto il settore degli smartphone. Ad oggi, nonostante il settore sia cresciuto in tutto il mondo dai 296,65 mld del 2010 agli attuali 1.517,8 miliardi, Apple è riuscita a mantenere i primi posti in classifica. Oggi è il terzo produttore al mondo di smartphone dopo Samsung e Huawei.

Tutto questo lascia campo a molte riflessioni. La prima è la caduta della credenza di molti che dopo Steve Jobs Apple sarebbe morta. Se qualche amico continua a dirlo potrete portare in esempio questi dati per provare che la situazione è molto diversa.

L’azienda è cresciuta enormemente. Forse andando oltre le sue stesse aspettative. Nella realtà dei fatti Apple è gestita meglio oggi che ai tempi di Steve Jobs. Almeno dal punto di vista finanziario. È anche vero che senza il solido lascito di Jobs di certo la società non sarebbe potuta crescere così tanto.

Ciò che sembra mancare è la visione sul lungo periodo di Jobs e la sua capacità di introdurre trasformazioni epocali. La Apple di oggi è molto più attenta al mercato e spesso ne accoglie le richieste in cambio di vendite maggiori.

È una società molto più internazionale, nonostante resti la malsana tendenza di introdurre le novità prima per il mercato anglofono e successivamente, con calma, per il resto del mondo. Ad oggi, per esempio, non abbiamo ancora HomePod in Italia, ma neanche Siri in italiano nell’Apple TV, Apple Cash, Apple News, Apple Card e altri servizi. Tutti disponibili dove l’azienda macina più fatturato.

È una società che investe sempre di più sui servizi. Ad oggi è il secondo settore più remunerativo per la società. Il fatturato degli iPhone è di 142,38 mld, mentre quello dei servizi è di 46,29 mld. Ma gli utili, considerando rispettivamente un margine di 32,2% e 63,7%, sono di 45,84 e 29,47 miliardi. Rendendo la differenza tra la vendita degli iPhone e quella dei servizi sottile “appena” di 16 miliardi di dollari.

Distribuzione dei data center di Apple nel mondo
Distribuzione dei data center di Apple nel mondo

La Apple del 2020 quindi parte proprio da qui. Un’azienda che investe circa 17 miliardi di $ in ricerca (10 volte ciò che spendeva nel 2010). Una società con 11 data center sparsi per il mondo per la gestione dei servizi attuali e quelli futuri, tra cui iCloud, Apple Music, Apple TV+, Apple News+ e Siri.

Una società che gestisce un negozio di applicazioni da 20 miliardi di $ di fatturato annui, con 2,2 milioni di app disponibili e in forte crescita in Cina e altre nazioni asiatiche.

Una società che si occupa oltre di computer e dispositivi mobile, anche della leadership nel settore degli auricolari wireless (AirPods) e prodotti indossabili (Apple Watch). Impegnata nel settore della produzione cinematografica, editoria, musica, videogame (Apple Arcade) e pagamenti elettronici (Apple Pay).

La Apple del prossimo decennio probabilmente sarà sempre più impegnata nella protezione della privacy degli utenti, potrebbe sbarcare nel settore dei chip per computer, potrebbe costruire un casco per la realtà aumentata e virtuale, fino ad arrivare all’industria automobilistica.

Sarà sempre di più una società di servizi e la tendenza a collaborare con altre aziende per fare partnership, come ha fatto per esempio con Deloitte e SAP, la aiuteranno a diffondersi sempre di più in settori come quello delle imprese o educativo.

La Apple del 2020 è una società molto più matura di quella del 2010. Un nuovo decennio ricco di sfide, dalla conferma o meno di Tim Cook alla reggenza dell’azienda, alla partenza di Jonathan Ive. Dall’evoluzione dell’iPhone nel settore del 5G, fino alle sfide delle accuse di monopolio dell’App Store, la diffusione dell’Apple Card, la guida autonoma, l’evoluzione di iOS, la sicurezza dei dati, la privacy e molto altro.

Probabilmente nel 2030, quando sarò qui a scrivere un resoconto del decennio passato come sto facendo adesso, saremo di fronte ad una società molto diversa da quella attuale. Ma sempre e comunque Apple.

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