apple google contract tracing 800x441 1

Qualche giorno fa ho pubblicato un articolo riguardante Immuni, l’app che il Governo starebbe pensando per tracciare i malati di COVID-19. Un articolo che ha fatto molto discutere. Poco dopo molte altre persone si sono schierate a favore o contro l’approccio dell’app.

Da un lato chi ha difeso la scelta di una fast call di AGID, tra l’altro molto criptica e fumosa, che rappresenterebbe una sorta di “bando” che ha portato il commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri, a scegliere Bending Spoons.

Dall’altro lato troviamo chi, come me, reputa la gestione di questa attività non delle migliori. Ma vendiamo alle spiegazioni.

La prima è di tipo etico. Non mi sono mai schierato contro un’app che aiutasse a combattere il COVID-19. Sono in quarantena dal 24 febbraio scorso. Molto prima di molte altre persone in Italia e sarò uscito al massimo 4 volte per ritirare 10 minuti la spesa al supermercato vicino casa. Quindi come molti altri desidererei che l’emergenza terminasse il prima possibile, anche perché ogni giorni ci sono centinaia di vittime.

Questo non giustifica il tutto e subito, come va va, facciamo presto, rabattiamo la prima soluzione velocemente tanto nessuno ci dirà nulla perché è urgente. Non so se voi gestite la vostra vita in questo modo, ma forse dovreste fare attenzione. Si rischia di prendere cattive decisioni.

La mia non è tanto meno una critica a Bending Spoons che è una delle aziende di eccellenza in Europa nello sviluppo di app. La società ha visto un’occasione, quella di rafforzare il suo brand nel settore, e l’ha colta. Al loro posto avrei preso la stessa decisione.

Il punto sul quale invito tutti a riflettere è la privacy. E so che molti pensano che va bene tutto perché siamo in emergenza. Ma in realtà non va bene tutto. Per niente. E mi dispiace se reputate che i vostri dati abbiano valore zero. Sia che li regaliate su Facebook e sia alla prima app di emergenze. Perché significa che vi siete rassegnati al fatto che ormai non possedete più nulla.

PROTOCOLLO DP3T

Bending Spoons pare non adotterà il protocollo DP3T realizzato da Apple e Google. Vi ho spiegato come funziona in questo articolo. In pratica, a discapito di chi pensa che i grandi colossi prendono tutti i dati degli utenti a mani basse, la soluzione di Apple e Google rispetta molto la privacy. I dati sono decentralizzati, vale a dire che non sono salvati in un server centrale ma sui rispettivi dispositivi.

Sul server resta in forma anonima una lista criptata di chiavi a cui l’utente risultato positivo manda una notifica. Per essere chiari: sul server non ci sono nomi e cognomi, non c’è la posizione dell’utente, non c’è il dispositivo. C’è solo una relazione di chiavi che dopo 14 giorni vengono cancellate.

Bending Spoons userebbe un altro protocollo. Parlo al condizionale perché l’app non è ancora disponibile quindi non lo sappiamo ancora. Di certo Bending Spoons è nel consorzio PEPP-PT che nel frattempo ha perso tutti i buoni propositi.

Anche se l’Europa ha chiesto una soluzione decentralizzata, tra l’altro cosa che Apple e Google hanno rispettato, nel PEPP-PT hanno deciso di cestinare il DP3T per realizzare una soluzione centralizzata, dove tutti i dati finiscono su un server. Quindi in barba alla privacy raccolgono i dati di tutti.

Inoltre nelle varie interviste ai vari Corriere e Repubblica i responsabili del progetto hanno dichiarato più volte che utilizzeranno il GPS, quindi la localizzazione dell’utente, e che i dati saranno salvati in un server del Governo. Questo non ha nulla a che fare con la soluzione chiesta dall’Europa e fornita da Apple e Google.

Altro punto: la soluzione DP3T è realizzata con API ufficiali di sistema. Questo significa che consumano pochissima energia. La soluzione centralizzata PEPP-PT ha bisogno che l’app sia in background. Quindi GPS + app in background + invio e ricezione di dati si trasforma in un consumo abnorme di batteria.

La morale della favola

Lo so che tutti vorremmo aiutare, che l’emergenza finisca, prenotare le vacanze estive, andare dalla fidanzata/o dall’altra parte della città, andare al parco a prendere aria. Ma i dati hanno un valore e gettarli al vento credendo di salvare l’umanità non è così efficace come si pensa.

In politica qualcuno sembra essere rinsavito e, visto che si sta parlando del tracciamento dei cittadini, i partiti hanno chiesto giustamente che sia il Parlamento a regolare il tutto mediante una legge apposita. Questo allungherà i tempi, probabilmente rendendo l’app ancora meno efficace di quello che è oggi, ma legalmente è giusto così.

Personalmente avrei preferito che fosse adottato il protocollo DP3T. Anche se credo sarebbe stato comunque inutile visto che per funzionare correttamente c’è bisogno che l’app sia installata da 36 milioni di italiani. Il che è 5 milioni di italiani in più degli iscritti a Facebook. Capite che è impossibile. Forse non ci sono abbastanza persone munite di smartphone. Figuriamoci raggiungere questo numero con un’app che è facoltativa.

Inoltre mettiamo caso anche che tutto va come dovrebbe. Che l’app esca, che raggiunga tutti gli italiani e che la privacy sia rispettata. La notifica è autonoma. L’utente può decidere di informare o meno di essere positivo al COVID-19. Inoltre c’è sempre una percentuale di esagitati che manderà la notifica anche stando perfettamente bene. Giusto per fare lo scherzone agli amici.

Ma mettiamo caso che tutti si comportino bene e l’app sia perfetta. I tamponi chi li fa? Ad oggi le strutture pubbliche non riescono a fare tamponi a tutti e spesso mandano a casa persone con sintomi non gravi. Effettuare un tampone a tutti i contatti allertati potrebbe diventare un problema. Rendendo la finalità dell’app vana.

Questo mi fa dire che l’app Immuni è sulla carta una bella azione di un popolo che vuole reagire, ma credo sarà inutile. Ovviamente siete liberi di scaricarla quando sarà disponibile, dire a Bending Spoons o a qualcuno nel Governo dove siete e se state bene o meno. Se questo vi farà stare meglio con voi stessi e il mondo alleluia.

Oppure potete decidere di restare a casa, in modo da non infettare o essere infettati. Questa sì che è una soluzione drastica ma efficace. Fino a quando tutto questo sarà risolto con un vaccino e potremo andare in giro senza rischiare di essere infettati.

Unisciti alla conversazione

6 Comments

  1. con il protocollo DP3T sul server è salvato il dato del dispositivo.. altrimenti non sarebbe possibile mandare notifiche successivamente…

  2. non ci sono dati “del dispositivo”, ma ci sono le info “sul dispositivo”.. nell’articolo avevi scritto “non c’è il dispositivo” che non è nemmeno chiaro cosa voglia dire.

  3. Per il solo fatto che questo governo e tutti i suoi organi di propaganda la stanno pubblicizzando così tanto mi fa capire che è meglio starci alla larga e il più possibile.

Leave a comment

Cosa ne pensi?