batteria iPhone 11 Pro

Apple costringe i clienti a comprare un nuovo iPhone facendo apparire vecchio quello in possesso? Per il TAR del Lazio ci sono le prove e la risposta è sì.

Nel 2019, infatti, la società di Cupertino era stata multata di 10 milioni di € in Italia per la questione dello slowgate. Per chi non lo conoscesse si tratta del caso dell’opzione di ottimizzazione delle prestazioni dell’iPhone in caso di batteria degradata.

In pratica Apple rallentava gli iPhone con batteria degradata per preservarne l’autonomia. Funzione poi resa opzionale in seguito. L’azienda californiana si appellò alla multa e oggi arriva la sentenza: Apple ha torto.

Nella sentenza si leggono i motivi del rigetto del ricorso:

La proposta insistente, ai consumatori in possesso di iPhone 6/6plus/6s/6splus, di procedere ad installare il sistema operativo iOS 10 e i successivi aggiornamenti (tra cui iOS 10.2.1) le cui caratteristiche e impatto sulle prestazioni degli smartphone stessi sono state descritte in maniera omissiva ed ingannevole, senza offrire (se non in misura limitata o tardiva) alcun mezzo di ripristino dell’originaria funzionalità degli apparecchi in caso di sperimentata diminuzione delle prestazioni a seguito dell’aggiornamento.

Il TAR ha inoltre confermato una seconda multa, ma da 5 milioni di €, per:

la mancata informazione sulle caratteristiche della batteria e specificamente in merito alle condizioni per mantenere un adeguato livello di prestazioni degli iPhone, alla sua durata e alle modalità per la sua corretta gestione al fine di rallentarne la naturale usura e, quindi, in merito alla sostituzione della medesima batteria.

In realtà la condanna di Apple era un evento già previsto. La società, infatti, aveva pagato 500 milioni di $ negli Stati Uniti per una class action per lo stesso motivo.

Questo significa che possiamo generalizzare e trattare l’argomento con superficialità, in stile bar sport, decretando che Apple rallenta i dispositivi per far acquistare i nuovi?

Se volete il mio parare la risposta è no. La società ha commesso uno sbaglio con la gestione della funzione di ottimizzazione delle prestazioni, in caso (e solo in caso) di batterie degradate. Lo ha ammesso e ha pagato.

Un iPhone ha una vita media di 5 anni, contro i 3 anni raggiunti da un Android. Basti vedere i dispositivi supportati da iOS 13. Il più vecchio è l’iPhone 6s che fu presentato nel 2015. Quindi 5 anni fa. Trovatemi un telefono Android di 5 anni fa supportato da Android 10.

In termini informatici 5 anni sono moltissimi. Non si tratta di obsolescenza programmata ma obsolescenza naturale.

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