Tim Millet, capo delle piattaforme architetturali di Apple
Tim Millet, capo delle piattaforme architetturali di Apple

Come sarà l’iPhone tra 10 anni? Questa è una grande domanda di cui al momento possiamo solo fantasticare. Perché la tecnologia sta viaggiando così velocemente da portare l’idea dell’iPhone 22 a un dispositivo fantascientifico. Si indosserà? Sarà pieghevole?

Al momento sappiamo che Apple possiede una tabella di marcia molto rigida. Nel campo dei processori mobile la società, dati alla mano, è 2 anni avanti agli altri ed è la prima ad aver portato un processore a 5 nm sul mercato.

Il processore A14 Bionic rappresenta un notevole passo avanti nel settore. La legge di Moore è ormai superata. Il numero dei transistor non raddoppia ogni 18 mesi. Il chip A14 Bionic ha più del doppio dei transistor dell’A13 Bionic, rispettivamente con 11.000 miliardi e 5.000 miliardi di transistor.

Quindi in realtà la potenza di calcolo sta crescendo in maniera vertiginosa. Ogni anno ci ritroviamo con processori molto più potenti dei precedenti e questa tendenza non calerà.

Come ha confermato Tim Millet, capo delle piattaforme architetturali di Apple, a Stern, al momento si lavora già al chip a 3 nm per il 2022, mentre il chip a 2 nm dovrebbe arrivare per il 2024. Il numero dei transistor è destinato a crescere vertiginosamente per altri anni.

Tra 10 anni, dichiara Millet, gli attuali limiti fisici saranno superati e potrebbero arrivare i processori quantistici per smartphone. Una potenza di calcolo molto elevata, tanto da aprire il campo ad applicazioni inimmaginabili.

A oggi oltre al concetto di CPU per il calcolo e GPU per la grafica, abbiamo imparato un terzo componente che diventa sempre più predominante nei sistemi di Apple: la NPU (Neural Processor Unit), vale a dire la parte che si occupa del calcolo nel machine learning e nell’intelligenza artificiale.

Apple usa il Neural Engine, sfruttabile dagli sviluppatori con il framework di CoreML. Il chip del Neural Engine nel processore A14 Bionic ha ben 16 core per una potenza di calcolo di ben 10 volte quella presente nella generazione precedente.

Questo renderà le app sempre più potenti e i servizi più efficaci. Ne sono un esempio le tante app che stanno potenziando le loro funzioni, dall’applicazione dei volti alle GIF come fa Reface, la trasformazione fotografica come fa FaceApp, l’aumento della risoluzione nelle immagini come fa Pixelmator, il mix della musica di Djay e molte altre.

Tutti risultati che fino a qualche anno fa non erano possibili e che diventeranno sempre di più un elemento centrale nell’evoluzione delle app.

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