Il logo di LimeWire è quello di un lime tagliato a metà

Le nuove generazioni sono abituate ad ascoltare la musica in streaming. I più squattrinati riproducono le playlist da YouTube, mentre altri preferiscono condividere gli account di Spotify per ridurre il peso economico degli abbonamenti. I più fortunati hanno un abbonamento tutto loro. Ma c’è stato un tempo dove la musica digitale “economica” si reperiva con software come LimeWire.

Questo blog è abbastanza vecchio per averne parlato a suo tempo. Negli archivi ho trovato un articolo risalente al 2010. Ben 12 anni fa. LimeWire consentiva di condividere la musica P2P (Peer To Peer) e fu fermata nel 2011 per una serie di cause legali attivate dall’industria musicale.

Ora il brand torna alla ribalta perché, come spiega Reuters, è stato rispolverato per avviare un nuovo progetto che vede la musica e gli NFT. Quindi questa volta la musica pirata non c’entra niente.

Breve storia di LimeWire

Fondata nel 2000, LimeWire era un software open source sviluppato in Java e distribuito sotto licenza GNU GPL. Fu il primo software per lo scambio di musica e video a supportare il trasferimento di file da firewall a firewall 1Un firewall in informatica è un sistema di difesa delle reti. Un filtro consente di controllare gli accessi in entrata ed uscita. Evita accessi sospetti ai dispositivi da rete non consentite.

Distribuito in 15 lingue diverse, era uno dei pochi software per la pirateria di musica e video a essere compatibile con i Mac dell’epoca. Al suo interno usava la rete di scambio Gnutella. Arrivò ad avere 50 milioni di utenti al mese che, alla luce della quantità dei naviganti dei primi anni 2000, era un numero molto considerevole.

Nel 2005 dopo le prime battaglie legali della RIAA (Recording Industry Association of America), LimeWire decise di non distribuire file MP3 liberi, ma quelli protetti da DRM. Quindi per essere usati dovevano ricevere l’autenticazione del fornitore originale dei file oppure, come accadeva spesso, bisognava usare un software per scardinare i DRM e trasformarli in file liberi.

Nel 2010 l’azienda fu condannata per aver distribuito materiale pirata e questo portò alla chiusura del progetto nel 2011. La versione 5.5.10 fu l’ultima distribuita.

Il nuovo LimeWire e gli NFT

Blockchain

La tecnologia NFT (Non Fungible Token) è un sistema basato su una blockchain, di solito quella di Ethereum o Polkadot. Ne parlammo in merito alla collezione di NFT che preparai in onore di Steve Jobs.

Possiamo riassumere gli NFT come un sistema di certificazione digitale e sicura sulla blockchain di contenuti digitali.

In pratica nella blockchain abbiamo due chiavi: una pubblica e l’altra privata. Se prendiamo la chiave pubblica (token) e la associamo a un contenuto online mediante una piattaforma che consente di fare questa operazione (come OpenSea per le foto), usando la chiave privata possiamo dimostrare che quella chiave pubblica nella blockchain, associata a quel contenuto come una foto o un video, è nostra.

È un po’ come se andassimo da un notaio e facessimo trascrivere in un registro pubblico che quel certificato di proprietà è nostro. Solo che in questo caso non abbiamo notai, perché la certificazione avviene nella blockchain.

Quindi cosa c’entra LimeWire con tutto questo?

Paul Zehetmayr e Julian Zehetmayr, i due fratelli co-fondatori di LimeWire, hanno deciso di rispolverare il brand dopo 12 anni per lanciare il loro servizio di NFT dedicato al mondo musicale. Il nuovo LimeWire consentirà agli artisti di vendere NFT.

Questi possono essere, per esempio:

  • Demo registrate in studio e non destinate alla vendita negli album o nei servizi di streaming.
  • Grafiche demo di copertine degli album e bozzetti.
  • Live in studio.
  • Contenuti digitali in numero limitato.
  • Foto di backstage.

In pratica il nuovo LimeWire consentirà agli artisti di vendere lo sfrido della loro produzione artistica. Tutto quello che finirebbe nei cassetti o, peggio, persi.

Il nuovo lancio di LimeWire nel 2022

Il nuovo marketplace di NFT di LimeWire dovrebbe arrivare a breve. Probabilmente il prossimo maggio. La società ha già un team operativo tra Austria, Germania e Gran Bretagna.

La piattaforma tratterrà il 10% di commissioni dalla vendita di NFT e lascerà agli artisti il 90% degli incassi, che avverrà ovviamente in crypto moneta.

LimeWire ha gettato le basi per lo streaming musicale. È un pezzo dell’eredità di Internet e siamo grati di poterlo trasformare in qualcosa per l’industria musicale. Vogliamo aprire le porte a piccoli, medi e grandi artisti con molta moderazione e cura.

Paul Zehetmayr
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    Un firewall in informatica è un sistema di difesa delle reti. Un filtro consente di controllare gli accessi in entrata ed uscita. Evita accessi sospetti ai dispositivi da rete non consentite.

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