Songs of Innocence
Songs of Innocence

Nel settembre del 2014 Apple ebbe una buona idea per promuovere l’uso di iTunes Music Store. Grazie a una collaborazione con gli U2, la società avrebbe distribuito gratuitamente l’album “Songs of Innocence” a tutti quelli che avrebbero attivato il download nel suo negozio musicale.

L’album gratuito fu reso disponibile per 1 mese, poi sarebbe tornato a pagamento. In quel mese il regalo fu accettato da 2 milioni di persone, generando 33 milioni di ascolti. Un’operazione che fu valutata 100 milioni di dollari.

Ricordo che all’epoca ci furono anche alcune critiche. Molti si lamentarono per la scelta musicale. Gli U2 non piacevano a tutti, quindi alcune persone dichiararono che sarebbe stato meglio lasciar scegliere liberamente l’album da scaricare. In pratica non diedero seguito al detto “A caval donato non si guarda in bocca”.

Ma come avvenne tutta l’operazione? Quale furono i retroscena? È lo stesso Bono Vox, leader degli U2, a fare luce sulla questione, raccontando l’avvenimento in occasione del recente lancio del suo libroSurrender. 40 canzoni, una storia”. In uscita il 2 novembre.

“Musica gratis?” chiese Tim Cook, il CEO di Apple, con uno sguardo di lieve incredulità. “Parli di musica gratis?” Erano passati dieci anni dalla pubblicità di Vertigo; eravamo nel suo ufficio a Cupertino, in California – Guy Oseary, il nostro nuovo manager, io, i dirigenti Apple Eddy Cue e Phil Schiller – e abbiamo appena suonato al team alcuni dei nostri nuovi album Songs of Innocence. “Vuoi regalare questa musica gratis? Ma il punto centrale di ciò che stiamo cercando di fare in Apple è non regalare musica gratis. Il punto è assicurarsi che i musicisti vengano pagati”. “No,” dissi, “non credo che lo regaliamo gratis. Penso che ci paghi per questo, e poi lo regali gratis, come regalo alle persone. Non sarebbe meraviglioso?” Tim Cook inarcò un sopracciglio. “Vuoi dire che paghiamo l’album e poi lo distribuiamo e basta?” Ho detto: “Sì, come quando Netflix compra il film e lo regala agli abbonati”. Tim mi guardò come se stessi spiegando l’alfabeto a un professore di inglese. “Ma non siamo un’organizzazione in abbonamento.” “Non ancora,” Ho detto. “Che il nostro sia il primo.”

Per quanto riguarda l’accusa del regalo poco gradito, Vox dichiara:

(…) Non. Molto. VERO. Il 9 settembre 2014 abbiamo messo non solo la nostra bottiglia di latte alla porta, ma in ogni frigorifero di ogni casa della città. In alcuni casi lo abbiamo versato sui cornflakes delle brave persone. E ad alcune persone piace versare il proprio latte. E altri sono intolleranti al lattosio. (…) Eravamo Babbo Natale e avevamo buttato giù qualche mattone mentre scendevamo dal camino con il nostro sacco di canzoni. Ma abbastanza rapidamente ci siamo resi conto che ci eravamo imbattuti in una discussione seria sull’accesso della grande tecnologia alle nostre vite. La parte di me che sarà sempre punk rock pensava che questo fosse esattamente ciò che i Clash avrebbero fatto. Sovversivo. Ma è difficile da rivendicare sovversivo quando lavori con un’azienda che sta per diventare la più grande sulla Terra. Nonostante tutte le torte alla crema che ha portato Apple – che ha rapidamente fornito un sistema veloce per eliminare l’album – Tim Cook non ha mai battuto ciglio. “Ci hai convinto a fare un esperimento”, ha detto. “Abbiamo corso con esso. Potrebbe non aver funzionato, ma dobbiamo sperimentare, perché il business della musica nella sua forma attuale non funziona per tutti.”

Quindi per questa operazione ne risultarono tutti contenti, soprattutto gli U2 che ebbero un ottimo ritorno di immagine e soldi. Forse il meno contento fu Tim Cook che si convinse a pagare un regalo e sappiamo tutti che Apple regala cose molto ma molto raramente.

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1 Comment

  1. Quando il regalo, benché prezioso, non è gradito… come i costosi piatti di capodimonte “della nonna”.

    Facevo assistenza Apple nel 2014, l’album veniva aggiunto in automatico alla libreria di iTunes e i clienti semplicemente se lo trovavano li, senza fare alcuna operazione. Una finezza da parte di Apple, come se qualcuno ti portasse un regalo fino a casa e te lo mettesse in bella mostra in soggiorno. Ma ricordo moltissimi clienti che chiedevano “come posso eliminare queste canzoni dalla mia libreria?”, “ma chi li vuole questi qui!”, “che cos’è questo lamento?”, “s’ po’ levà ‘sta music’ inglese?”. Le incessanti richieste fecero si che Apple creò una procedura per cancellare il regalo.

    Questo fa capire bene che aldilà del valore, anche indiscusso di qualcosa, come ad esempio un’opera di una delle band più importanti del pianeta come gli U2… la cosa più importante è il desiderio, la scelta.

    Spesso qualcosa di regalato, di facilmente accessibile a tutti non ha l’appeal di cose proibite, esclusive, costose.

    Comunque sia io l’album lo conservo con piacere, lo riascolto e lo metto fra i 3/4 album migliori degli U2 (forse il migliore dal dopo “All That You Can’t Leave Behind” insieme a “How to Dismantle an Atomic Bomb”).

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