Uffici di Twitter | foto di @Gia_Vang
Uffici di Twitter | foto di @Gia_Vang

Forse siamo di fronte al periodo più nero per Twitter. Come saprete la società è ora delistata dalla quotazione in Borsa. In pratica da quando Elon Musk l’ha comprata con una cordata di 44 miliardi di $, l’azienda è diventata privata.

Una decisione necessaria per consentire di effettuare tutti i cambiamenti radicali, senza temere scossoni in Borsa e cause dagli investitori. Sta di fatto che la strategia del bulldozer di Musk non sta dando i frutti sperati.

Dopo aver promosso la vendita delle indulgenze, vale a dire il bollino blu per la verifica, il social network è stato invaso da account falsi verificati. Il caso più eclatante è stato quello dell’account @EliLillyandCo che, ottenuta la spunta blu, si è finta la vera azienda farmaceutica Eli Lilly.

Il finto tweet di Eli Lilly
Il finto tweet di Eli Lilly

Vi annunciamo che l’insulina sarà gratis da oggi.

Recitava il tweet. Un testo di una riga che in poche ore ha fatto perdere ben 20 miliardi di $ di valore alla società.

E sempre a proposito di società, gli esperti dicono che dei 44 miliardi di $ di valore di partenza, oggi Twitter non valga più di 8 miliardi. Questo pone verso Musk una pressione tale da spingerlo alle scelte più errate.

Negli ultimi giorni il CEO a interim del social network ha effettuato una serie di dichiarazioni. Dal fatto che il numero di utenti stesse crescendo (le statistiche hanno segnato appena un +1%), fino alla proposta di non vendere la spunta blu ai profili che non avessero maturato almeno 90 giorni sulla piattaforma.

Ma la cosa più pericolosa, che in queste ore sta mettendo a repentaglio la sopravvivenza della società, è l’ultimatum consegnato ai dipendenti. “O lavorate come dico o ve ne andate”.

Bene, da questa mattina gli uffici di Twitter sono chiusi. Dentro non c’è nessuno. I dipendenti hanno deciso di disertare, piuttosto che sottostare alle ire e le richieste estreme del suo nuovo padrone. In pratica da questo momento in Twitter vige l’anarchia.

Lo stesso Musk pare in difficoltà nell’accedere nell’edificio. Come scrive Alex Cohen su Twitter, la persona che si occupava di gestire i badge di ingresso nella struttura e che è stato licenziato da Musk, ha ricevuto una chiamata dal suo ex capo che gli ha chiesto, ironia della sorte, di aiutarlo a entrare nella struttura perché il suo badge non andava.

Musk pare aver chiesto ai dipendenti di non entrare. Pare che nel suo delirio temi i sabotaggi. Ha paura che parte del codice sia trafugato, che i server diventino irraggiungibili o cose del genere.

Nelle corde di Musk ci sarebbe la volontà di ricreare l’azienda dalle fondamenta, con quello che ha chiamato Twitter 2.0. Un sistema completamente nuovo e diverso da quello attuale.

Cosa accadrà ora? Nessuno può saperlo, ma nel dubbio se avete un account di Twitter scaricherei l’archivio di tutti i vostri tweet per conservarli da qualche parte, perché non sappiamo se i server saranno raggiungibili da qui ai prossimi giorni.

Per farlo basta andare nell’app di Twitter, premendo sul vostro avatar in alto a sinistra, bisogna andare in Impostazioni e assistenza > Impostazione e privacy > Il tuo account > Scarica l’archivio dei tuoi dati. Una volta autenticati dovreste ricevere l’archivio entro 24 ore con un link via email.

Intanto per backup, nel caso Twitter dovesse sparire, vi lascio i miei account su Mastodon, il social network decentralizzato che pare sia destinato a diventare il vero concorrente di Twitter.

Per seguirmi basta aggiungere al vostro Mastodon questi account:

In questo momento trovate già delle copie speculari dei miei tweet, quindi se l’azienda dovesse sparire semplicemente andrò per continuità su Mastodon.

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