Rabbit R1
Rabbit R1

Il 2024 è ormai segnato: sarà l’anno degli assistenti digitali muniti di intelligenza artificiale. Mentre attendiamo lo sviluppo del prodotto di OpenAI, che pare abbia chiesto aiuto a LoveFrom di Jony Ive, arriva il Rabbit R1.

Il Rabbit R1 è un dispositivo portatile dall’aspetto accattivante, ricco di funzionalità impressionanti. Assomiglia un po’ al Playdate di Panic. Ma mentre quest’ultimo è una console arcade, il Rabbit è un assistente digitale munito di schermo e videocamera.

Nel suo sito l’R1 manda anche una frecciatina all’AI Pin di Humane, forse il primo assistente digitale con realtà aumentata generativa del suo genere, dicendo che l’acquisto del dispositivo non richiede di pagare un abbonamento mensile. Cosa che invece bisogna fare con l’AI Pin.

Design e disponibilità del Rabbit R1

Il Rabbit R1 è un dispositivo dalla forma quadrata con un design accattivante. Il dispositivo è ricoperto da una plastica lucida che probabilmente attira le impronte digitali, ma ciò è considerabile un compromesso accettabile per mantenere il prezzo abbordabile.

Il dispositivo è disponibile per l’acquisto a un prezzo di 199 $, molto inferiore rispetto ad altri prodotti simili sul mercato. Le prenotazioni sono già disponibili, con la consegna prevista per il 31 marzo.

A differenza di altri dispositivi simili, questo sarà venduto anche in Italia. Il prezzo previsto per l’arrivo nel nostro Paese, spedizione inclusa, è di 198,90 €.

Funzioni del Rabbit R1

Il Rabbit R1 non è solo un assistente intelligente. Il dispositivo utilizza l’intelligenza artificiale generativa generata da un Large Action Model (LAM).

All’interno il sistema operativo proprietario rabbit OS che può eseguire varie azioni come prenotare un taxi Uber, esaminare gli avanzi nel frigorifero, offrire suggerimenti e rispondere a domande casuali. L’obiettivo è di creare un dispositivo che assista nelle attività quotidiane senza essere un dispositivo di distrazione come la maggior parte degli smartphone di oggi.

Inoltre, il Rabbit R1 è dotato di una modalità di addestramento in cui gli utenti possono insegnare al dispositivo come fare qualcosa. Una volta insegnato al modello come fare qualcosa, sarà in grado di eseguirlo autonomamente.

Che cos’è il modello LAM

È un tipo di IA progettato per comprendere e rispondere agli input umani in modo più dinamico e flessibile, migliorando così l’interazione tra uomo e macchina.

Il LAM si basa sul concetto di comprensione del linguaggio naturale. I modelli di intelligenza artificiale tradizionali richiedono in genere dati strutturati e comandi specifici per funzionare in modo efficace. Tuttavia, LAM è progettato per comprendere e interpretare il linguaggio umano nella sua forma naturale e non strutturata. Ciò include la capacità di elaborare e analizzare frasi complesse, comprendere espressioni idiomatiche, slang, riferimenti culturali e altre sfumature del linguaggio umano.

In sostanza, il Large Action Model compie un ulteriore passo avanti nell’interazione con l’intelligenza artificiale, cercando di imitare le capacità di comprensione e di risposta dell’uomo. Si tratta di un salto significativo rispetto ai modelli di intelligenza artificiale convenzionali, che sono tipicamente basati su regole e limitati nella comprensione del contesto o delle sfumature.

Vale la pena notare che LAM non si limita a comprendere il linguaggio, ma genera anche risposte simili a quelle umane. La capacità del modello di generare risposte coerenti e adeguate al contesto lo distingue da molti altri modelli di intelligenza artificiale.

L’obiettivo finale del LAM è trasformare radicalmente l’esperienza utente, aprendo la strada a interfacce basate sul linguaggio naturale anziché sul tocco. Questa evoluzione è già iniziata con i dispositivi intelligenti come gli smart speaker e i chatbot, ma il LAM spinge ulteriormente questa trasformazione, rendendo il linguaggio parlato la chiave per interagire con le applicazioni.

Rabbit R1

Il Rabbit R1 non è destinato a sostituire lo smartphone, ma potrebbe diventare un utile dispositivo di accompagnamento.

Naturalmente, ci sono domande sulla durata della batteria e l’esperienza complessiva di utilizzo del dispositivo di cui al momento non abbiamo ancora molte risposte.

Al centro dell’esperienza abbiamo interazioni come il pulsante laterale. La logica di base è premere un pulsante per parlare come un walkie-talkie. Un’interazione che a noi utenti Apple non appare nuova. Basta ricordare Siri che, seppur poco intelligente, si attiva premendo sulla Digital Crown dell’Apple Watch.

Due microfoni laterali consentono di parlare al dispositivo. La fotocamera si può ruotare. Quindi una singola fotocamera diventa sia anteriore che posteriore all’occorrenza. Stesso principio con la rotella che serve a scrollare le pagine, anche se queste possono essere spostate mediante lo schermo touchscreen.

In conclusione

Il Rabbit R1 è un dispositivo interessante che potrebbe cambiare il modo in cui interagiamo con la tecnologia. Il dispositivo offre un’interfaccia utente semplificata e un prezzo accessibile, rendendolo un acquisto interessante per molti utenti.

L’innovazione continua a far avanzare la tecnologia e il Rabbit R1 è un chiaro esempio di questa progressione. Solo il tempo dirà se questo dispositivo riuscirà a rivoluzionare il mercato degli assistenti AI.

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