Apple virerà verso il Neumorfismo?

Ve la ricordate la grafica degli inviti della WWDC 2018? Riportava alcuni elementi in 3D, quasi come delle stampe in plastica in serie. Teoricamente quella grafica indicava ARKit, vale a dire il framework di interazione nel mondo fisico. Nel 2019, invece, la grafica usava dei neon.

Molti si sono chiesti se dietro quelle grafiche non si nascondessero degli indizi per il futuro di iOS. Apple cambiò la grafica del sistema operativo nel 2013 con iOS 7. Sono passati quindi 7 anni. Se ci pensiamo iOS nacque nel 2007. Quindi il primo cambio di grafica si ebbe dopo 6 anni e ora ne sono già passati 7. È molto probabile che la società stia pensando alla prossima UI.

Mentre Google nel tempo è passata al material design e Windows al fluent design, Apple potrebbe effettuare un piccolo passo indietro e tornare allo skeumorfismo. Non quello puro, ma un nuovo tipo di skeumorfismo chiamato Neumorfismo.

Se lo skeumorfismo prevedeva di replicare gli elementi fisici nel mondo virtuale, replicando forme, spessori, ombre e interazioni, nel neumorfismo abbiamo una versione più soft di questo tipo di rappresentazione grafica.

Il neumorfismo è individuabile come una via di mezzo tra lo skeumorfismo e la grafica flat. Il designer Michal Malewicz ha provato anche a valutare le possibili applicazioni pratiche alla realizzazione di app. Per esempio una la fa Apple stessa con lo strumento di modifica delle foto.

neumofrismo di Apple
neumofrismo di Apple

Se prima questi strumenti erano stilizzati e rappresentati con un’interfaccia flat, nella versione di iOS 13 gli strumenti non sono skeumorfici, ma neanche flat. Sono per l’appunto, come l’ha chiamata il designer Jason Kelley, neumorfici. Quindi si notano forme più corrispondente alla realtà, con più dettagli e ombre.

Il neumorfismo quindi usa effetti di basso rilievo e alto rilievo giocano con spessori e ombre. I colori sono pastello e si riprendono alcuni elementi grafici dello skeumorfismo anche se privi di riflessi. Gli oggetti rappresentati sono simili a quelli reali, ma visibilmente appartenenti ad un mondo virtuale.

Gli stacchi di colore delle palette sono più evidenti, con sfumature quasi opposte dello stesso colore per creare contrasti. Una delle tecniche più usate è quella di creare un evidente distacco dallo sfondo, per mostrare diversi layer di oggetti uno sull’altro, come accade nel mondo reale.

Malewicz offre anche qualche dettaglio per ricreare l’effetto. Se lo sfondo è di un bianco opaco #EFEEEE, l’oggetto che viene appoggiato sopra è dello stesso colore #EFEEEE, ma con un bordo #FFF con un alfa al 20% e un’ombra #FFFFFF con x: -6, Y: -6 e blur: 16.

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Esempi di neumorfismo
Esempi di neumorfismo

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