Ricordo le app prima del 2013. Anno in cui Apple abbandonò lo skeumorfismo a favore della grafica flat. Molte erano app bellissime, ma era tutto abbastanza estremizzato. Mentre molti designer davano sfoggio della propria bravura con belle app, ce n’erano tantissime molto brutte. Come mai?

Lo skeumorfismo mirava a ricopiare la grafica degli oggetti reali e renderli virtuali. Così nelle app si vedevano pulsanti fisici cambiare forma una volta premuti, nastri magnetici, cavi, sfere e tutto ciò che poteva interagire virtualmente sotto i polpastrelli degli utenti.

Questo portava ad un certo grado di complessità. Ogni app, per avere il giusto successo, doveva prevedere un corretto studio di usabilità con la costruzione di grafica skeumorfica. Una quantità di lavoro che molti sviluppatori preferivano non curare, per mancanza di capacità o budget per i grafici. Il risultato erano molte app dalle idee anche valide, ma dalla grafica orrenda.

L’ostacolo della grafica portò al successo per i designer più bravi e al fallimento di app valide con una UX insufficiente. Questo spinse Apple verso la grafica flat. Nel 2013, con iOS 7, la società cambio grafica ad iOS eliminando gli oggetti reali e concentrandosi solo su colori e spazi.

Studiare la posizione dei pulsanti e scegliere la color palette giusta era molto più semplice e meno dispendioso. Questo portò ad una crescita delle app. Gli sviluppatori indipendenti riuscivano a raggiungere lo scopo anche con scarse capacità grafiche.

Ma fate attenzione però, perchè il 2021 sarà sicuramente l’anno del neumorfismo. Si tratta di una versione più complessa della grafica flat. Con questo stile grafico bisogna aggiungere le ombre giuste e studiare il posizionamento degli oggetti, in modo da creare l’effetto 3D.

Il neumorfismo, infatti, è un ibrido tra lo skeumorfismo e la grafica flat. Si fa uso dei giochi di luce sugli elementi, come pulsanti e toggle, creando ombre e sfumature di colori. C’è anche l’uso di trasparenze ed effetto blur, per ottenere degli oggetti che sembrano 3D ma solo per via di effetti ottici.

Apple è già entrata in questo nuovo stile grafico. MacOS Big Sur è sicuramente un sistema operativo realizzato con grafica neumorfica. I designer si stanno già riscaldando e molti di loro hanno scritto articoli sull’argomento. Per esempio vi segnalo quello di Jack Koloskus o di Michal Malewicz.

Se siede degli sviluppatori o dei designer e accettate un consiglio, vi conviene approfondire l’argomento per non farvi trovare impreparati. Visto il lavoro grafico effettuato su Big Sur, qualcosa mi dice che la società si stia preparando a questo cambiamento anche in iOS.

È molto probabile, quindi, che iOS 15 sarà la versione dove sarà sancito l’uso del neumorfismo anche negli iPhone e iPad. Studiare oggi come funziona UI/UX e si costruiscono gli elementi, permetterà di aggiornare più velocemente le app e renderle pronte per il prossimo passaggio epocale.

Con la speranza che chi resta indietro, chi non vorrà investire tempo o denaro sul nuovo stile grafico, non si metta a costruire app brutte.

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