A quanto pare i legali di Apple avevano pronosticato tempi bui e acque agitate in tema di commissioni nell’App Store. Su più fronti, infatti, gli sviluppatori chiedevano da tempo un calo sotto il 30%.

La società ha prima portato le commissioni sugli abbonamenti dal 30% al 15% nel 2016, ma solo se l’utente rinnova per un secondo anno. Un passo avanti effettuato quasi 5 anni fa che ha favorito qualcuno, ma non tutti. Questo ha portato a non poche lamentele.

La più teatrale è stata sicuramente quella di Epic Games con l’inizio di una guerra legale. Una guerra che ha portato, oltre a una serie di cause reciproche, il ban di Epic Games dall’App Store e la cancellazione dei loro account da sviluppatori. Una mossa che ha spinto l’azienda a coalizzarsi con altri scontenti e fondare il CAF (Coalition for App Fairness) e chiedere un calo delle percentuali.

A quanto pare a tal proposito qualcosa si muove. Apple ha annunciato l’App Store Small Business Program. Un programma destinato non ai giganti della rete, quindi nessuna manna dal cielo per Epic Games, bensì per sviluppatori individuali e piccole aziende.

Come spiega la società nel suo sito, infatti, chi non supera 1 milione di $ in fatturato all’anno nell’App Store pagherà il 15% di commissioni invece del 30%. Il sistema funzionerà così:

  • Se nel 2020 è stato fatturato meno di 1 milione di $ nel 2021 sarà applicato il 15%. Quindi nel 2020 si continuerà ad applicare il 30%.
  • Se nel 2021 non si supererà 1 milione $ anche nel 2022 sarà applicato il 15%.
  • Se nel 2021 si supererà 1 mln $ nel 2022 la commissione passerà al 30%.

I nuovi sviluppatori pagheranno il 15%. Se nell’anno solare supereranno 1 mln $ l’anno successivo la commissione passerà al 30%.

Si tratta di un calo di commissioni che non risolve le grane di Epic Games, ma che farà apparire Apple in una posizione migliore in tribunale. Quindi in realtà è un’ottima notizia per gli sviluppatori, ma non una molto positiva per chi si lamentava come Spotify e altri.

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