iMessage aziende

L’idea di avere un servizio di messaggistica istantanea gratuito, sicuro e integrato nei dispositivi di un determinato brand non è nuova. Fu il successo di BlackBerry negli anni 2000, ma poi il fenomeno si allargò a tutte le piattaforme in varie declinazioni.

I vari WhatsApp, Telegram, Messenger, Signal e gli altri fanno più o meno le stesse cose: offrono l’accesso allo scambio di messaggi in tempo reale. Anche Apple ha il suo sistema e si chiama iMessage.

A differenza di Apple Music, che è arrivata su Android mediante una sua app, iMessage è rimasto un’esclusiva per i dispositivi di Apple. Una sorta di effetto esclusiva che teoricamente dovrebbe convincere le persone a comprare un iPhone.

Un’idea di marketing di Phil Schiller, l’ex vice presidente del marketing di Apple. All’interno della documentazione depositata in tribunale, per il caso contro Epic Games, si legge che nel 2013 Apple stava sviluppando una versione di iMessage per Android (pagina 15 sez 58).

Il progetto era sotto la direzione di Eddy Cue al fine di ottenere una compatibilità cross-platform del servizio di messaggistica. Un’idea appoggiata anche da Craig Federighi che riteneva utile avere iMessage per Android, questo perché molti genitori danno degli smartphone Android ai propri figli. Dispositivi più economici.

Nel 2016, però, Schiller bloccò il progetto con la motivazione:

Portare iMessage su Android potrebbe portare più danni che giovamenti.

In pratica per Schiller iMessage era uno dei motivi per il quale le persone compravano un iPhone.

Ovviamente io non sono d’accordo con Schiller. Esistono tante app alternative multipiattaforma che funzionano su tutti i modelli di smartphone in vendita. Aver sottratto iMessage ad Android ha fatto la fortuna delle app di terzi, con i relativi problemi di privacy che sono giunti in seguito.

Non ho mai sentito una singola persona che avesse comprato l’iPhone per la presenza di iMessage. Anzi, molti continuano a usare WhatsApp o Telegram al posto dell’app nativa. Apple potrebbe ancora ripensarci e riprendere il progetto.

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