Twitter client di terzi
TweetBot è uno dei client uccisi da Twitter

Twitter ha deciso di chiudere i client di terzi per massimizzare la pubblicità e gli abbonamenti. L’acquisizione da parte di Elon Musk ha portato alla chiusura delle API utilizzate dagli sviluppatori.

Chiamatemi pure Cassandra, ma nel novembre del 2022 avevo previsto tutto. Dopo l’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk, era solo questione di tempo. Serviva solo il tempo necessario per cui Elon Musk si accorgesse che i client di terzi consentivano di non erogare le pubblicità di Twitter.

Per anni ho usato TweetBot e prima di quest’app ho usato Twitterrific. In pratica l’app nativa di Twitter l’ho usata raramente. Questa, infatti, è più limitata rispetto ai client. Ha meno funzioni e il feed è gestito dall’algoritmo e non erogato cronologicamente, come lo è stato per un periodo.

Le API bloccate di botto

La sorpresa dei client fatti fuori in realtà non è mai stata comunicata ufficialmente. È come se Musk si fosse svegliato, avesse visto la situazione dei client di terzi e avesse ordinato di bloccare tutto.

La gestione delle API costa e Twitter le offriva gratuitamente agli sviluppatori. Il motivo? Avere più app disponibili aumentava il numero di utenti e i contenuti. Più contenuti significa più massa critica in grado di portare a nuovi utenti e contenuti.

È cambiata semplicemente la priorità. Twitter ha pochissimi soldi. Bisogna dirselo. La società è stata sfrattata dagli uffici di Singapore perché non pagava l’affitto e anche a Los Angeles pare non stia pagando.

Nonostante abbia licenziato moltissime persone, le entrate sono pochissime. È probabile che Musk voglia massimizzare il circuito pubblicitario e gli abbonamenti a Twitter Blue. Operazione che non è possibile effettuare se ci sono client di terzi in grado di pubblicare flussi di utenti.

Il canto del cigno di TweetBot e Twitterrific

Il problema più grande è che l’azienda non ha avvisato gli sviluppatori. Lo stesso account di Twitter API non ha emesso nessuna comunicazione. Io stesso ho utilizzato TweetBot ieri mattina verso le 7:00 e poi dopo qualche ora ha dato problemi di accesso.

I token di accesso erano stati revocati in un modo così anomalo che è stato pensato subito a un malfunzionamento.

Gli sviluppatori hanno provato a contattare Twitter ma senza ricevere risposta. Anche perché basano il loro business sulla vendita degli abbonamenti e sull’acquisto dell’app stessa. Quindi è importante comprendere come risolvere il disservizio il prima possibile. Tra l’altro TweetBot di recente aveva rinnovato l’app con la versione 7.2.

Da Twitter nessun tipo di risposta, ma quello che abbiamo compreso nelle ultime ore è che non si è trattato da un disservizio.

Il giornalista Jason Snell ha saputo da suoi contatti che la disattivazione delle API non è stato un errore, ma completamente intenzionale. Qualcuno, molto probabilmente Musk, ha deciso di spegnerle.

Cosa fare ora senza client di terzi di Twitter?

Personalmente non trovo molto agevole usare il client nativo di Twitter. Soprattutto senza avere un feed in ordine cronologico. Onestamente credo che progressivamente lo userò sempre meno.

A tal proposito sarebbe la volta buona di usare Mastodon. Tra l’altro Tapbots, la stessa azienda che ha sviluppato TweetBot, ha dichiarato di lavorare alacremente per portare Ivory, il suo client di Mastodon, nell’App Store.

Si tratta di una perfetta trasposizione di TweetBot per Mastodon, quindi si ha la stessa esperienza utente. Utile per chi si fosse abituato a usare il servizio in quel modo.

L’unico problema è che al momento Mastodon ha circa 8 milioni di utenti, mentre Twitter ne ha oltre 200 milioni, quindi ci sono molto meno persone. Mancano molte aziende e non tutti gli account che seguite potrebbero non avere un account di Mastodon.

Sarebbe auspicabile, però, che tutti facciano la migrazione in modo da popolare un social dove non esiste un’azienda in grado di decidere di chiudere API all’improvviso, dove nativamente non c’è pubblicità e non ci sono feed governati da algoritmi.

Purtroppo al momento non sappiamo se l’azienda cambierà idea. Molto probabilmente per sopravvivere continuerà per questa strada, con tanta pace per chi era abituato ai client di terzi.

In conclusione

L’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk ha portato alla chiusura dei client di terzi, con l’obiettivo di massimizzare il circuito pubblicitario e gli abbonamenti a Twitter Blue. Nonostante gli sviluppatori abbiano utilizzato questi client per anni, l’azienda non ha avvisato gli sviluppatori della chiusura delle API, causando confusione e problemi di accesso.

Il problema più grande è che Twitter non ha fornito alcuna spiegazione o comunicazione ufficiale sulla chiusura delle API. La priorità dell’azienda è cambiata, e ora si concentra sull’incremento delle entrate attraverso la pubblicità e gli abbonamenti. Tuttavia, questa decisione ha lasciato molti utenti e sviluppatori delusi e senza alternative.

Aggiornamento: 15/01/23

Sembrerebbe che il ban sia selettivo sui singoli client e non sulle API nella loro interezza. Il login nell’app Aviary per iOS, per esempio, funziona ancora. Quindi probabilmente Twitter ha creato una blacklist di client più utilizzati per tagliarne fuori l’utilizzo.

Questo lascia adito a due ipotesi:

  1. L’azienda sta provando a testare il possibile aumento di traffico e visualizzazioni di pubblicità obbligando all’uso dell’app nativa. Si tratterebbe in questo caso di un esperimento di product management per verificare il cambiamento delle KPI, le metriche del prodotto.
  2. Se il ban è selettivo nulla esclude a una riapertura ai client di terzi in futuro. Magari la società vorrà imporre delle funzioni, tra tutte integrare obbligatoriamente il sistema pubblicitario dell’azienda nel flusso dei tweet.

Aggiornamento: 18/01/23

Twitter ha finalmente confermato quanto avevo riportato in questo articolo. Vale a dire che le API di alcuni client di terzi sono stati bloccati di proposito, paventando regole di cui al momento non si ha trasparenza.

Aggiornamento: 21/01/23

Twitter ha ufficializzato la fine delle API per i client di terzi. La società, come avevo indicato sin dalla scorsa settimana, vuole far passare il traffico dalla sua app ufficiale dove viene erogata la pubblicità.

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