Apple sta tentando di chiudere la questione dello slow gate una volta e per tutte. Ma facciamo un passo indietro per ricordarlo. Alla fine del 2017 qualcuno si accorse con dopo iOS 11.2 qualcosa non quadrava. I vecchi iPhone sembravano più lenti. Così fecero dei test e scoprirono che in effetti se la batteria era degradata, sotto l’80% di salute, la velocità era diventata minore.

Apple aveva integrato una funzione per aumentare l’autonomia della batteria se questa godeva di poca salute, ottimizzando le performance di utilizzo dei core. In pratica con batteria degradata non si usavano tutti i core del processore per evitare che il telefono si spegnesse.

Il problema è che non lo aveva comunicato. Il tutto fu descritto dai media come “l’obsolescenza programmata applicata da Apple”. Un’interpretazione che ancora oggi Apple si porta dietro. La società attivò un programma di sostituzione delle batterie a 29 € per ripristinare la velocità iniziale degli iPhone. Di fatto bastava avere una batteria in salute per evitare l’ottimizzazione. Poi integrò questa funzione rendendola opzionale in iOS. Cosa che esiste ancora oggi.

Inoltre Apple ha pagato una serie di multe, tra cui 10 milioni di € in Italia. Oltre a pagare 500 milioni in una class action, arriva notizia che la società pagherà altri 113 milioni di $.

Sono sicuro che la prossima volta che a qualcuno nella società verrà in mente di integrare questi sistemi, ci sarà prima una corretta campagna informativa per evitare che le cose siano scoperte per caso.

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