Sallie Gardner al galoppo -  Eadweard Muybridge
Sallie Gardner al galoppo – Eadweard Muybridge

Come si vende un prodotto? In economia si insegnano essenzialmente due vie: la prima, la più semplice, prevede di prendere un prodotto già in commercio, cambiarlo e fornirlo a un prezzo più conveniente.

La via più difficile, ma che può dare grossi risultati, prevede di analizzare il mercato, trovare le aree non coperte dai concorrenti, validare il prodotto prima di produrlo, risolvere un bisogno e fornire una soluzione valida in grado di farlo.

Alcune aziende trovano che la fase di analisi si possa svolgere più facilmente e velocemente chiedendo al potenziale cliente di cosa può avere bisogno. Un approccio che a Steve Jobs non è mai piaciuto.

Una delle citazioni che Steve Jobs amava ripetere per evidenziare la questione è una di Henry Ford, fondatore dell’omonima azienda di automobili:

Se avessi chiesto alle persone cosa volevano, mi avrebbero risposto: cavalli più veloci.

Una frase di enorme significato perché spesso il cliente non sa cosa vuole. Non perché sia stupido o incoerente, ma perché semplicemente potrebbe non avere idea di come risolvere un bisogno. Potrebbe addirittura non essere in grado di esprimere il suo bisogno.

È un fattore reale, di cui Jobs era cosciente. Grazie alla sua enorme visione e al team di talenti di cui si era circondato, l’ex CEO di Apple era in grado di fornire soluzioni molto efficaci. Tanto da aver gettato le fondamenta per la Apple che conosciamo oggi: un’azienda da 2.500 miliardi di dollari.

Ci sono alcuni esempi lampanti:

  • L’iPhone che eliminava i tasti fisici a favore di un grande schermo touch e senza pennino.
  • Il MacBook Air che fornisce un computer sottile, potente ed estremamente portatile.
  • L’iPod che consentiva di portare con se migliaia di brani contro il limitato lettore CD.
  • Il Mac mini: un computer bello, piccolo e potente.
  • L’Apple Watch come strumento per gestire la propria vita digitale dal polso e monitorare la salute.

Tutte soluzioni che oggi sembrano banali, ma perché semplicemente hanno cambiato l’umanità. Hanno indirizzato il genere umano verso una via differente e sono diventati il quotidiano, tanto da “ispirare” molte altre aziende.

Da qualche tempo, però, abbiamo la sensazione che la visione di Steve Jobs abbia terminato il proprio corso. Un po’ come se Apple fosse un transatlantico e Jobs fosse stato un grande motore ora spento. La sensazione è che l’enorme nave fosse andata avanti per inerzia e in qualche modo ora sembra essere spinta da un motore non altrettanto potente come il precedente, portando a un calo della sua velocità nel tempo.

Sarà solo una sensazione, ma di recente l’azienda sembra essersi messa ad ascoltare un po’ troppo il mercato. Un po’ come se, ritornando a Ford, si fosse messa a darci il cavallo più veloce pur di vendere.

Facciamo qualche esempio: Safari in iOS 15. È difficile innovare un browser. Gli ingegneri di Apple hanno quindi iniziato a fornire alcune soluzioni alternative per far sì che Safari appaia sempre più nuovo e moderno.

L’opzione di Safari in iOS 15
L’opzione di Safari in iOS 15

Nelle versioni beta di iOS 15 fornite agli sviluppatori da giugno a oggi, Safari è cambiato più volte. La gestione dei tab non convinceva gli sviluppatori, tanto da portare Apple a cambiarli. Nelle ultime versioni di iOS 15 c’è un’opzione che consente di spostare il campo di ricerca dal basso (la novità di quest’anno) in alto (la configurazione precedente), inoltre è possibile decidere come visualizzare i tab, se colorarli dello stesso colore del sito e così via.

In pratica Apple non ha una direzione innovativa e unica in tal senso, ma sta fornendo agli utenti la possibilità di disattivare le novità oppure attivarle. Possibilità arrivata dopo le lamentele degli sviluppatori.

Un altro esempio è il sistema CSAM: la scansione delle immagini pedopornografiche su iCloud. Dopo l’insorgere di timori di molti, Apple ha deciso di non attivarlo a fine anno come comunicato in precedenza. In pratica non ha realizzato un prodotto perfetto capace di cambiare il mondo, ma semplicemente ha assecondato i timori di qualcuno per non avere ripercussioni sulle vendite.

La società non ha saputo imporre la propria visione nel settore mediante la sua lungimiranza, ma ha tentato di posizionare qualcosa sul mercato, ascoltato i clienti e fatto marcia indietro. Un comportamento un po’ goffo per chi in passato ha saputo far abbandonare l’uso dei floppy disk, del lettore DVD, del jack per le cuffie e visto lungo sul futuro degli smartphone e smartwatch.

Una tendenza che non è passata inosservata. Sono molto gli esperti che hanno notato i dietrofront repentini, gli annunci caduti nel vuoto (come dimenticare l’AirPower), la difficoltà di espansione (vedi l’Apple Card o Apple News+ fermi negli USA da anni) e il terreno perso che sta cercando di recuperare in settori importanti (Apple Music per lo streaming musicale, l’HomePod per lo speaker intelligente e Apple TV+ per lo streaming video).

Sono segnali certo, non conferme, ma destano comunque preoccupazione. Piccoli scricchiolii della nave che si spera siano di passaggio e non segni di problemi alla carena. Ma cosa diventerà Apple se si limiterà a sentire cosa hanno da dire i propri clienti e assecondarli?

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3 Comments

  1. Kiro devo complimentarmi davvero??Ti seguo da sempre ormai, ma quest’articolo è una disamina perfetta del momento che stiamo vivendo. Sei riuscito a riassumere un pó tutto cercando di non tralasciare nulla; la delusione della gestione attuale della domotica rispetto a concorrenti come Amazon Alexa e Google Home, anche se ad onor del vero amo Apple Home che gestisce tutto in server, ma rispetto soprattutto alle altre lingue in Italia siamo proprio esclusi…oppure ancora l’aver dimenticato come innovare ed incantare tutti noi da troppo tempo ormai…una delusione su tutte proprio l’AirPower, ne sono sicuro Steve non avrebbe mollato?

  2. Anche io confermo, gran bell’articolo. Devo dire però che negli ultimi 2-3 anni ci sono anche stati prodotti molto innovativi, dalla apple pencil, agli air tags, alle air pods. Così come anche durante l’era Jobs di cui ricordiamo ora i successi ma non i fallimenti…

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