Un neo acquirente di iPhone 12 Pro - Foto by Apple
Un neo acquirente di iPhone 12 Pro – Foto by Apple

Sono quasi 10 anni che sento dire che da quando è morto Steve Jobs il futuro di Apple è in bilico. Che la società non innova più, che l’iPhone è finito. In pratica dal giorno dopo la sua morte. Come sapete rispetto l’opinione di tutti, ma c’è una cosa che ho imparato a fare dal compimento dell’età adulta: fidarmi dei dati perché i dati sono la realtà.

Ognuno di noi tende a costruirsi un mondo personalizzato. Lo idealizziamo e crediamo che tutto ciò che accade lo faccia in base alla nostra logica. Un’idea narcisistica del creato che ci permette di vivere con la giusta quantità di sanità mentale. Ma nella verità dei fatti quando dobbiamo spiegare un fenomeno dovremmo abbandonare questo sistema e semplicemente ancorarci alla realtà dei fatti. Appunto ai numeri.

Come è possibile che in 13 anni di vita l’iPhone sia ancora il modello di smartphone più venduto al mondo? Come è possibile che in 13 anni siano state vendute 1,748 miliardi di unità1fonte Statista di cui oltre 1 miliardo attive e operative? È solo moda? È fortuna? Significa che nel mondo esistono 1,748 miliardi di idioti e tutto il resto è illuminato?

Avete mai sparso del sale su un piatto di vongole vive immerse nell’acqua? Se lo fate inizieranno a spruzzare acqua dimenandosi. Spesso parlare di iPhone con chi non ha un iPhone provoca lo stesso effetto. Le parole portano all’agitazione e anziché spruzzare acqua le persone dicono cose a caso senza senso. Tra queste si adduce il successo dell’iPhone al fattore moda.

Ma può un’azienda vendere 140 milioni di unità all’anno di un dispositivo da 1000 € solo per moda? No, non può. Potrebbe farlo per un anno, due, tre, quattro. Ma non esiste al mondo una società che campa per 13 anni con un prodotto che fa solo tendenza. Le tendenze sono cicliche, non durano così a lungo. Prendendo come fonte Io Donna2Link all’articolo, sappiamo che una macro tendenza dura al massimo 5 anni.

Sfatata quindi la fesseria dell’acquisto dell’iPhone per moda, andiamo a considerare i fattori che hanno decretato e decretano il successo dell’iPhone. Quelli veri.

1. Il perché

Iniziamo dall’approccio al mercato. Apple non parte mai dallo sviluppo di un prodotto dal che cosa. La società non chiede “Ora che cosa costruiamo?”, ma parte dalla domanda delle domande: “perché?”.

So che per molti il cosa e il perché sono solo parole scritte su un foglio, ma approcciare lo sviluppo di qualcosa cambiando prospettiva cambia completamente il risultato. Perché lo facciamo? Perché sviluppare proprio questo prodotto e in questo modo?

Bisogna dare uno scopo alle persone per spingere loro a considerare il prodotto e soprattutto renderli clienti fedeli.

Ricordate lo spot Think Different? Fu un manifesto della vision di Apple. La spiegazione del perché. “Facciamo computer perché sono lo strumento che le persone creative usano per portare al limite le loro capacità creative”. Apple non ha mai detto “facciamo il Mac perché è potente, oppure perché è colorato”. Compilare una scheda tecnica offrendo ogni anno il prodotto più potente è cosa tipica dei concorrenti. Per questo sono sempre un passo indietro.

Gli utenti Android sono abituati a comprare uno smartphone in base alla scheda tecnica. Confrontano i modelli delle varie aziende e comprano quello che costa meno e che offre l’hardware più pompato.

Negli iPhone a oggi troverete una fotocamera da 12 megapixel. Non da 24 o 100 come altri produttori. Solo 12. Perché? Perché basta per l’occhio umano. Perché la foto non pesa troppo per l’elaborazione computazionale del Neural Engine. Perché alla fine del processo otterrete una foto qualitativamente migliore delle altre.

Per gli utenti Android Apple ha solo venduto un telefono con fotocamera da 12 megapixel facendola pagare di più di uno smartphone che ne monta una da 30 megapixel. Un limite che non riescono a superare proprio perché abituati a considerare il che cosa e non il perché.

Se volete approfondire l’argomento vi consiglio il libro “Partire dal Perché” del sociologo Simon Sinek.

2. L’ecosistema

Per molti Apple significa solo una gabbia d’oro. Mettendomi nei loro panni posso anche essere d’accordo. Ma è una gabbia d’oro che funziona. L’ecosistema di Apple in tutti questi anni è cresciuto e ha aumentato le sue capacità.

Se prima era il Mac l’hub di questo ecosistema, ora il cervello di tutto è l’iPhone. Un dispositivo che ormai è diventato un nuovo arto umano. Un elemento di cui nessuno può farne a meno. Ci permette di raggiungere informazioni in un instante, condividere dati con l’esterno, creare in mobilità. Lavorare, studiare, pregare, rilassarci, intrattenerci, socializzare, giocare. Uno smartphone può cambiarci la vita. Il motivo?

Forse non ce ne siamo accorti, perché il passaggio non è stato repentino, ma molte operazioni sono state ottimizzate proprio grazie allo smartphone:

  • Non andiamo più fisicamente in banca perché abbiamo tutte le informazioni e le operazioni in tasca.
  • Lo shopping non ci richiede mezzo pomeriggio, perché possiamo farlo in pochi minuti.
  • Per un certificato non serve andare al Comune: basta un’app.
  • Per fare un meeting non dobbiamo recarci in ufficio: basta un’app.
  • Per mandare una raccomandata non devo fare la fila alle poste, basta la PEC nel telefono.

Potrei andare avanti per molto. Ma la morale di tutto questo è che pezzo dopo pezzo abbiamo recuperato del tempo durante la giornata, che moltiplicato in un anno significano intere settimane di tempo non sprecato.

E il tempo come saprete è il bene più prezioso che abbiamo. Il tempo è una risorsa non rinnovabile e una volta usato nessuno al mondo potrà ridarcelo indietro. Una volta usato è andato via per sempre.

Usare un ecosistema che funziona è sostanzialmente questo: non sprecare tempo. Significa non perdere tempo dietro smartphone che non funzionano bene, dietro scansioni per i virus, dietro reset periodici, dietro app che funzionano male, dietro bug, crash e tutto il resto.

Usare un iPhone è un investimento per il proprio tempo. È spendere 300 € in più per l’acquisto di uno smartphone, ma avere come ritorno da questo investimento del tempo prezioso. Molti lo hanno capito. Chi usa un Android ancora no.

3. Privacy

Uno dei cavalli di battaglia di Apple in questi anni è la privacy. Significa fornire gli strumenti necessari per consentire agli utenti di fare una scelta: sapere quali dati condividere, decidere se condividerli e soprattutto esercitare il diritto di ripensamento.

Soluzioni come Sign In with Apple, la privacy differenziale, il sistema anti tracking e le info sull’uso dei dati sono solo alcune delle soluzioni che Apple ha ideato per creare consapevolezza presso gli utenti e dare loro la libertà di scegliere quali dati condividere e quali no.

Strumenti non presenti presso la concorrenza che vivono essenzialmente proprio sul commercio sconsiderato dei dati raccolti.

4. Senso di appartenenza

Avere un brand forte significa essenzialmente creare senso di appartenenza. Questo è il motivo per il quale Apple difende il valore del suo brand a spada tratta.

Come accade in tanti altri ambiti, dal mondo della moda fino alle compagnie aeree, abbracciare un marchio significa accogliere i suoi valori. Sentirsi parte di una famiglia più grande.

È questo il motivo che spinge un utente Apple a estrarre con fierezza il proprio MacBook quando è in attesa in aeroporto. Che spinge un possessore di iPhone a non nascondere il logo della Mela sul retro del dispositivo.

Significa “io sono parte di questa famiglia”. E significa anche sapere che se si avranno difficoltà di utilizzo si troveranno tante community online, proprio come questa, dove ci saranno persone disposte ad aiutare e condividere opinioni.

5. Innovazione non è novità

Apple non innova più”. Quante volte lo avete sentito dire? Frase distribuita così a caso senza criterio. Il problema è che molti non sanno cosa significhi innovazione. Confondono il concetto con novità. Forse per assonanza sonora. Un po’ come confondere calzetta con trombetta. A volte per pigrizia mentale non ci si fa caso, ma sono due cose diverse.

Citando Wikipedia3Ecco l’articolo:

L’innovazione riguarda un processo o un prodotto che garantisce risultati o benefici maggiori apportando quindi un progresso sociale.

Non significa cambiare il design dello smartphone per farlo apparire come completamente diverso da quello precedente. Neanche spostare la posizione della fotocamera per far dire all’amico “guarda quest’anno è diverso”. Questa è novità.

Innovazione significa apportare un cambiamento in grado di cambiare tutta la società. La quotidianità. Il modo con il quale organizziamo le nostre giornate. Significa apportare dei cambiamenti in grado di modificare tutta la collettività.

Togliere il caricabatterie da 5 watt dalla confezione, che non mi stancherò di dire essere inutile (in quanto troppo poco potente), è in qualche modo innovazione. Perché riduce il numero di prodotti elettronici inutili nel mondo, evita di produrre un accessorio inutile e convincerà anche i concorrenti a fare lo stesso. Quindi sì, anche se percepito male, è innovazione.

Integrare il sensore LiDAR in grado di scansionare l’ambiente circostante fino a 5 metri di distanza, per migliorare l’uso della realtà aumentata o la qualità delle foto, è innovazione. Integrare un chip da 5 nm per migliorare la capacità di calcolo è innovazione. Significa consentire ai servizi di terzi di diventare più evoluti e questo avrà una ricaduta positiva sul nostro quotidiano.

Novità e innovazione sono concetti diversi. Dire che Apple non innova più perché l’iPhone 12 sul retro assomiglia a quello dell’iPhone 11 è un chiaro segnale di confusione dei concetti.

La morale della favola

Perché l’iPhone ha ancora successo dopo 13 anni? Perché una persona è disposta a spendere 300 € in più per comprare un dispositivo di Apple invece di uno smartphone Android?

Non perché ha soldi da buttare dalla finestra e neanche perché è un fesso, come credono alcuni utenti Android. Ma perché sa la cosa che chi possiede un iPhone sa.

Sa che comprando un iPhone avrà uno smartphone affidabile, bello, veloce, longevo, in grado di proteggere la propria privacy, salvo dai virus. Un dispositivo che non gli farà sprecare del tempo prezioso. Sa che quei 300 € spesi in più sono un investimento sicuro, perché oltre a consentirgli di comprare un telefono che regge nel mercato dell’usato, quindi è facile da vendere in futuro quando vorrà cambiare, gli darà accesso a un’esperienza utente all’avanguardia.

Si acquista un iPhone mai per moda, mai per buttare soldi dalla finestra, ma semplicemente perché una società ha saputo rispondere alla una domanda: “perché?”.

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24 Comments

  1. Vi darei ragione sul discorso 12 megapixel, se fra qualche anno Apple non aumentasse questo valore… Se succede significa che ha solo temporeggiato per vendere qualcosa di “nuovo” ai clienti.. un po’ come ha fatto per lo schermo di piccole dimensioni (con il perché del pollice) ..

  2. La frase “Integrare il sensore LiDAR in grado di scansionare l’ambiente circostante fino a 5 metri di distanza, per migliorare l’uso della realtà aumentata o la qualità delle foto, è innovazione. Integrare un chip da 5 nm per migliorare la capacità di calcolo è innovazione. ” suona così diversa da “Huawei integra un nuovo modulo fotografico per scattare foto migliori”..?

  3. Si hai tagliato proprio la spiegazione “Significa consentire ai servizi di terzi di diventare più evoluti e questo avrà una ricaduta positiva sul nostro quotidiano.”

    Huawei con un modulo per scattare foto migliori non ha nessuna ricaduta sul quotidiano.

  4. E tutti i produttori di processori migliorano i processori per aumentare la capacità di calcolo.. tutti innovano allora

  5. Iallino ti stai aggrappando su una tua convinzione. Non ho mai detto che solo Apple innova nel mondo. Certo che i produttori di processori che aumentano la capacità di calcolo innovano.

  6. Non ho mai detto che hai detto che solo Apple innova..
    Hai dato una definizione che seguendola, significherebbe che tutte le aziende innovano.. è un problema di definizione.. se l’innovazione è solo miglioramento oppure dare davvero qualcosa di nuovo alle persone.. tu dici non è la novità ma il miglioramento.. ok, con la tua definizione allora tutte le aziende stanno innovando.. con la definizione basata su novità, Apple sta innovando pochissimo e comunque meno di altre aziende.. si può innovare anche vendendo pochissimo.. molte invenzioni innovative non hanno portato necessariamente a un successo commerciale

  7. Però mettiti d’accordo.. perché Huawei che introduce un nuovo sensore per migliorare la qualità delle foto non è un’innovazione?

  8. Dal discorso che fai mi pare di capire che ogni prodotto è innovativo rispetto al precedente.. basta migliorare qualcosa . Tranne per Huawei . Se lo fa lei non ha nessuna ricaduta sul quotidiano

  9. A parte che Huawei campa sul realizzare più velocemente i brevetti e i rumors su Apple, ma come ho già scritto sopra migliorare la qualità fotografica non ha ripercussioni sulla società. Per favore non scrivermi di nuovo del LiDAR perché anche su quello ho già risposto.

  10. Migliorare la qualità fotografica quindi non è innovativo..
    Migliorare le prestazioni di un processore è innovativo..

  11. E allora perché Apple parla di fotocamera innovativa (comunicato stampa ufficiale Apple di iPhone 12 su newsroom) ? Mi chiedo anche quando un miglioramento sulla fotocamera è innovativo?

  12. Sono andato anche a guardarmi tutte le volte che hai usato innovativo su fotocamera su questo blog..
    Voglio riportare anche questa frase che stona con quanto stiamo dicendo ora “Ho deciso di non prendere il nero lucido, nonostante sia un colore INNOVATIVO e ottenuto da tecniche di produzione nuove, perché dicono tenda a graffiarsi.”

  13. Recensione iPhone 7 Plus.. 2016
    Fra qualche anno considererai sproposito anche su un normale upgrade di processore..

  14. Non predico.. e solo che non mi sembra lucido il discorso “processore migliore” innovativo tanto quanto non lo è “colore nuovo, innovativo”..
    iPhone era innovativo quando lo ha presentato Jobs. Touch ID e face ID sono innovativi perché cambiano veramente come usiamo questo oggetti.. non il processore a 5nm.. quella è normale evoluzione..

  15. Da Apple addicted non posso non pensare che iPhone sia stato, nella sua storia, il telefono più innovativo in assoluto. Senza soffermarmi troppo sulle definizioni delle parole, considero innovazioni di successo l’introduzione di touch ID, face ID, Siri o Apple Pay. Sono anche consapevole che esistono innovazioni che non hanno avuto successo come il 3D touch, rimosso dagli ultimi dispositivi e parzialmente (via SW) anche da quelli che ce l’hanno.
    L’innovazione a volte è anche solo prendere una cosa che esiste e renderla migliore di quanto lo fosse prima. Time machine ne è un esempio perchè, semplificando all’estremo, Apple non ha fatto altro che mettere un’interfaccia grafica ad un repository. Ma funziona! La differenza sostanziale è che le innovazioni di Apple funzionano e sono semplici da usare.
    Un altro punto a favore di Apple Vs Android è il fatto di avere il controllo dell’intero sistema, sia HW che SW, e di essere un’azienda unica. L’utente Android addicted, non è LG addicted o Samsung addicted, e di conseguenza si trova a dover scegliere tra una soluzione innovativa di LG oppure una di Huawei o di Xiami e nessuna di queste diventa facilmente un “must have”.
    Se invece penso al perchè io scelgo iPhone, il motivo principale in assoluto è che funziona bene e non da problemi e in secondo luogo è che mi sento seguito da casa madre. Non sopporterei l’idea di spendere 300-400€ per uno smartphone, che forse tra 2 anni non avrà più aggiornamenti. Amo molto di più l’idea che il mio iphone sia l’ennesima evoluzione di un modello vincente e che per 5 anni avrà tutto quello che potrà sopportare in termini di aggiornamenti.

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