Per una grande multinazionale come quella di Apple, la più capitalizzata al mondo con 2,44 bilioni di $, è normale avere grane da gestire su più fronti. Per la società una delle più spinose del momento è di sicuro l’App Store.

Il negozio di applicazioni, nato nel 2008 un po’ come un’aggiunta alla vendita degli iPhone, ora gestisce un fatturato annuo di 64 miliardi di dollari, di cui una parte tra il 15% e il 30% va alla società sotto forma di commissioni. Questo è uno dei motivi per il quale la società tenta di difendere con i denti il suo modello di business.

Ma sono tante le realtà che provano a scardinarlo, dall’Unione Europea, fino alle cause di Epic Games e per finire le class action degli sviluppatori. Tutti cercando di togliere potere alla società ottenendo vantaggi, come commissioni più basse, l’uso di negozi alternativi e regole più favorevoli.

Una class action del 2019 chiamata Cameron Et Al, gestita dallo studio legale Hagens Berman Sobol Shapiro, pare essersi conclusa di recente con un accordo. Un accordo che secondo gli esperti avvantaggia più Apple che gli sviluppatori.

L’accordo, ora al vaglio dal giudice, stabilisce i seguenti punti in cambio della fine delle ostilità tra Apple e gli sviluppatori:

  • Valorizzare il programma App Store Small Business Program che prevede il taglio delle commissioni al 15% per gli sviluppatori che fatturano meno di 1 milione di $ annui.
  • Mantenere il sistema di ricerche sponsorizzato nell’App Store come quello attuale per almeno 3 anni.
  • Consentire agli sviluppatori di far usare metodi di pagamento diversi da quelli inclusi dall’App Store, ma pubblicizzandoli fuori dall’App Store. Mi spiego meglio: gli sviluppatori potranno vendere cose come abbonamenti o potenziamenti ma non dovranno dirlo nelle app. Se le venderanno nei rispettivi siti potranno evitare di pagare le commissioni.
  • Aumento dei tagli dei prezzi a ben 500 diversi contro i meno di 100 di adesso, per avere più libertà sul listino.
  • Mantenere il sistema dei ricorsi contro l’esclusione dalle app dall’App Store.
  • Creare un fondo da 100 milioni di $ per gli sviluppatori statunitensi.

Quindi in pratica Apple si è fatta approvare nero su bianco alcuni cambiamenti che erano stati già fatti: il programma App Store Small Business Program e il sistema di ricorsi, ottenendo in cambio l’uso del programma di sponsorizzazione delle app nel motore di ricerca dell’App Store.

In cambio gli sviluppatori, tra l’altro solo statunitensi, ottengono tre cose: maggiore scelta di prezzi nell’App Store per vendere app con tagli diversi, la possibilità di vendere abbonamenti e potenziamenti al di fuori dell’App Store ma pubblicizzandoli privatamente e mai nelle app e un fondo da 100 milioni di $ a supporto degli sviluppatori.

Quest’ultimo sarà accessibile solo negli USA per chi ha fatturato meno di 1 milione di $ e ha venduto app tra il 4 giugno del 2015 e il 26 aprile del 2021. Riceverà un bonus tra i 250 $ e i 30.000 $ in base all’importanza dell’app nell’App Store. Parametri che prendono in considerazione il numero di download e il rating, oltre al numero di mesi di presenza nel negozio. Traducendo il bonus è legato alla quantità di denaro che l’app ha fatto guadagnare ad Apple in commissioni.

Briciole considerando che il solo programma Apple Search Ads, che permette di sponsorizzare la posizione delle app nelle ricerche sull’App Store, generebbe ad Apple 1 miliardo di $ annui. A questo aggiungiamo la quantità di denaro che la società avrebbe potuto perdere se il verdetto le fosse stato avverso, obbligandola a cambiamenti molto più profondi, tanto da farle perdere percentuali importanti nel business miliardario delle commissioni.

Il verdetto, inoltre, potrebbe aiutare Apple nella causa contro Epic Games. Una delle accuse avanzata dalla società di Fortnight è proprio l’impossibilità di vendere elementi delle app al di fuori dell’App Store, pratica che la società sanzionava con l’esclusione dal suo negozio di app.

Un accordo quindi a favore di Apple. Gli sviluppatori hanno ottenuto ben poco in cambio. La società ha risolto tutto con appena 100 milioni.

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