Tracciamento sonno

Cosa accade mentre dormiamo? Effettuiamo un viaggio nel tempo: ci addormentiamo e ci risvegliamo dopo ore, ma a noi sembra essere passato un attimo. Un’attività che gli esperti dichiarano sia fondamentale per resettare la memoria RAM del cervello. Per fare pulizia e riposare.

Tutto questo di recente è al centro dell’interesse di molte aziende con l’obiettivo di fornire dati agli utenti. Informazioni che permettono di scoprire cosa avviene mentre dormiamo e notare possibili problemi di cui non ci accorgiamo: riposo disturbato, apnee notturne, battiti irregolari e tutto ciò che possa giustificare un possibile risveglio brusco o la sensazione di stanchezza durante la giornata.

Anche Apple ha deciso di entrare nel settore dopo ben 5 anni di preparazione. Nel 2016 la società presentò la funzione BedTime in iOS 10: un sistema per avvisare l’utente quando andare a letto in base alla sveglia impostata, in modo da riposare abbastanza. Nel 2017, invece, acquistò la società Beddit che all’epoca vendeva sensori da posizionare sul materasso, per monitorare il sonno con l’app Sleep Monitor.

Per anni, quindi, ci siamo chiesti quando sarebbe arrivata l’integrazione di un sistema del monitoraggio in watchOS e quel momento è adesso. Con watchOS 7, infatti, Apple ha integrato il sistema di monitoraggio del sonno. Una possibilità non nuova considerando che da un po’ di tempo ci sono già delle alternative di terzi. Come:

E altri. Tutte app valide che consentono di registrare i movimenti durante il sonno usando l’Apple Watch, svegliarsi riposati e osservare i grafici. Alcune di queste offrono anche la possibilità di registrare il sonno automaticamente. Quindi cos’ha di più il sistema di Apple rispetto a queste elencate?

Ho provato questa funzione per voi, per capire proprio quale fosse la marcia in più del sistema di Apple. Partiamo dal fatto che non esiste un’app dedicata. Per gestire il tutto bisogna passare per l’app Salute di iOS 14. Qui troveremo la sezione Sonno dove leggere i dati di monitoraggio.

Un tutorial ci permette di inserire le ore di sonno che vorremmo collezionare ogni notte, in pratica ripropone la funzione BedTime che avevamo in precedenza. Inoltre possiamo impostare delle sveglie differenti per ogni giorno della settimana o per gruppi di giorni. Questo ci consente di automatizzare l’attivazione del monitoraggio.

Il sistema riconosce due tipi di valori:

  • Il tempo a letto: che è quello che passiamo sul letto a leggere o cercare di dormire.
  • Il tempo di sonno: quello utilizzato per dormire realmente.

E lo fa in automatico. All’ora in cui dovremmo andare a letto si attiva la funzione Sonno che spegne le notifiche nell’Apple Watch e fa apparire un grande orologio sul display. Questi può essere richiamato con un tap ed è a bassa luminosità. Così di notte se volete vedere che ore sono basterà un tap sul display e leggerlo evitando di rimanere accecati.

Io di solito disattivo sempre la modalità automatica, ruotando la corona digitale verso l’alto (una gesture che riprende quella per uscire dal blocco schermo attivato per la protezione quando siamo in acqua) e attivo anche la modalità aereo. Questo perchè non voglio che di notte l’orologio comunichi con l’iPhone. Una misura che riduce lo spreco di batteria. Poi riattivo Sonno nel Centro di Controllo dell’Apple Watch.

È possibile attivare anche un promemoria di ricarica. Dalle mie prove ho notato che il consumo del monitoraggio oscilla tra il 15% e il 25% di autonomia (serie 5) per monitorare una notte. Apple attiva la notifica quando prima di andare a dormire la batteria scende sotto il 30%. Questo per invitarci ad avere almeno il 30% di carica. Per la società di Cupertino questa percentuale dovrebbe coprire qualsiasi notte. Il giorno seguente, al risveglio, dobbiamo ricaricare il dispositivo. Ricordatevi che questa operazione richiede circa 2,5 ore se volete arrivare al 100%. Quindi se avete in mente di uscire per andare a lavoro comprate una batteria esterna per Apple Watch.

Sonno rispetto ieri

L’orologio vi sveglierà mediante delle vibrazioni aptiche o una suoneria per svegliarvi nell’ora stabilità. Al risveglio vi apparirà una pagina dove vi viene indicato il meteo del giorno, la percentuale di batteria rimanente e altre informazioni.

I dati sono poi passati all’iPhone e elaborati dal dispositivo. Dopo qualche minuto avrete un grafico a colonna dove appare di azzurro scuro le fasi di sonno profondo e in azzurro chiaro quelle di veglia. Qui si nota una prima pecca rispetto alle app di terzi: non è possibile avere l’ora precisa dove eravamo svegli, ma possiamo capirlo noi indicativamente mediante la scala numerica accanto al grafico.

In pratica i grafici al momento sono molto basilari e poco parlanti. Possiamo al massimo aggregare i dati per giorni della settimana e avere una visuale sul mese intero. Un valore di massima ci offre una media di ore passate a letto e ore di sonno, inoltre abbiamo dei dati in evidenza come la media degli ultimi 14 giorni confrontata con i 14 giorni precedenti, i dati delle ore dormite rispetto al giorno precedente e poco altro.

Di certo il punto forte di tutto questo è la privacy. Apple dichiara che i dati del sonno restano nel dispositivo, quindi non sono usati da terzi. Io mi sono accorto, però, che se avete installato app come quelle elencate prima, per esempio NapBot, e avete dato l’accesso ai dati sul sonno, queste potranno elaborare il data lake popolato da Apple e fornire i dati sul sonno come se avete usato le app di terzi per raccoglierli.

Media rispetto mese precedente

In pratica, banalizzando il tutto, il sistema di Apple se aperto alle altre app è pari all’uso delle altre app. Sta all’utente decidere se rinchiudere i dati nella cassaforte e evitare l’accesso all’esterno, oppure aprire e condividere. L’unica app che pare non si colleghi in questo modo è Sleep Cycle. Questa, oltre a consumare meno energia del sistema di Apple, crea un suo data lake. Ad Apple passa solo l’informazione di inizio e fine sonno. Nel grafico di Salute, infatti, il monitoraggio raccolto con quest’app appare tutto azzurro chiaro. Bisogna entrare in Sleep Cycle per leggere il dettaglio.

Wind Down

Un altro elemento è quello che negli USA è stato chiamato Wind Down. Si tratta di una serie di Comandi Rapidi da attivare automaticamente quando l’Apple Watch attiva, sempre automaticamente, la funzione Sonno. Quando è ora di dormire si possono attivare degli shortcuts, con la possibilità di anticiparli di alcuni minuti.

Se per esempio dobbiamo andare a letto alle 23:30 per svegliarci alle 6:30 possiamo far partire, 15 minuti prima:

  • Una playlist da Spotify, YouTube Music, Apple Music o Amazon Music.
  • Un podcast da Podcast o app di terzi.
  • Avere l’elenco di cose da fare da Promemoria, Note, Calendario o app di terzi.
  • Aprire l’app Libri o Amazon Kindle.
  • Attivare una scena di HomeKit, come lo spegnimento delle luci e la chiusura delle veneziane elettriche.
  • Aprire un’app di rilassamento o qualsiasi altra app ci serva.

In pratica Wind Down crea l’ambiente ideale per prepararci al sonno.

Wind Down

Considerazioni finali

Il monitoraggio del sonno di Apple è un’alternativa alle app di terzi che forse già utilizzate da tempo. Ha il vantaggio di proteggere la vostra privacy, fornire la funzione Wind Down, l’attivazione automatica del sistema in base all’ora stabilità, gestire sveglie multiple, svegliarvi con le vibrazioni aptiche (utile per non svegliare il partner o parenti nella stanza) e, teoricamente, dovrebbe imparare con il machine learning le vostre abitudini per aiutarvi a dormire meglio.

Quest’ultima è una scommessa che la società ha messo in campo, ma di cui al momento non si hanno certezze anche perchè nessuno sa quanto tempo c’è bisogno per addestrare il sistema e in cosa consiste l’aiuto per riposare meglio.

Ha come svantaggio di consumare tra il 15% e il 25% di batteria durante la notte, quindi dovrete lottare con il fatto che le 18 ore di autonomia dell’Apple Watch sono maledettamente poche. Non so se con la serie 6 ci saranno delle migliorie in merito.

Dovrete anche abituarvi a dormire con l’Apple Watch sul polso e questo non è scontato, soprattutto in queste notti calde dove il polso vi suda. Il giorno seguente dovrete trovare un modo per ricaricare il dispositivo se non volete rimanere senza.

Quindi il mio consiglio è di provare ad usarlo per un po’ e farvi la vostra idea. Magari ci farete l’abitudine o forse no. Forse troverete la vostra routine di momenti in cui ricaricare l’orologio, monitorare, svegliarvi e ripartire. Oppure manderete tutto al diavolo, perchè tutto ciò che volete fare è semplicemente dormire, perchè in fondo è una cosa che vi riesce naturale dal giorno in cui siete nati.

Attendendo la killer feature che io desidero da tempo: ricordarmi cosa cavolo ho sognato. Quello sarebbe magico. Quello sarebbe da effetto WOW.

Leave a comment

Cosa ne pensi?