A quanto pare ci sono ancora molte persone colpite dall’uscita di Jonathan Ive da Apple. Si tratta di un passaggio importante, che pone la società verso una strada nuova, considerando che Ive era considerato l’ultimo mattoncino in grado di collegare l’era Jobs con quella di Cook.

In realtà l’uscita di Ive non è avvenuta ieri e non avverrà nel 2020, è già avvenuta anni fa. Non lo dimostra solo il fatto che ormai tutto il team di designer è cambiato, ma lo si intravede dallo stile usato per i prodotti. Una tendenza che purtroppo al momento non porta a dei miglioramenti.

Le prime avvisaglie dell’uscita di Ive, che tra l’altro le indiscrezioni riportavano da tempo, risalgono al 2013 con il lancio dell’iPhone 5c. Ricordo ancora lo sgomento e le polemiche riguardanti la sua custodia ufficiale. Una custodia bucherellata sul retro, che teoricamente doveva creare giochi di colori con la struttura del telefono.

Peccato che applicandola, il brand iPhone sul retro si trasformava nella parola “non”. Come poteva essere successo? Come era possibile che in una società così attenta ai particolari, dove i prodotti vengono sviluppati in anni e anni, nessuno si fosse accorto che la custodia copriva il brand dell’iPhone?

Da allora è stato un continuo susseguirsi di errori. Segno che qualcosa stava cambiando, che avevano sostituito il genio con qualcuno non all’altezza. Così nel tempo abbiamo visto un Magic Mouse che si ricaricava in stile missionaria. Un’Apple Pencil che per essere ricaricata trasformava l’iPad in una racchetta da tennis. Abbiamo visto anche il Mac Pro a grattugia, la fotocamera a forma di semaforo nell’iPhone (con tanto di zoccolo per farlo traballare) e presto vedremo la fotocamera a forma di spara missili.

Gli esempi sono tanti. Lo Smart Battery Case con la gobba, per esempio. Tutti elementi di discontinuità con il passato. Un design che di certo ha incontrato i gusti di alcuni, ma che ha fatto storcere il naso ai puristi del minimalismo e della semplicità.

Uno stile che chiaramente non è più ispirato dal bauhaus e da Dieter Rams, a cui Ive ha tratto ispirazione da anni. Un cambiamento che non è certo avvenuto ieri.

Secondo il ben informato Mark Gurman, sono almeno 4 anni che Jony Ive non lavora più attivamente in Apple. Pare che Ive avesse bisogno di nuovi stimoli e sfide. Per non perderlo, Apple gli assegno il compito di occuparsi dell’Apple Park. Ruolo che Ive ha accettato.

Per circa 3 anni il capo dei designer di Apple si è impegnato nello scegliere la mobilia migliore, gli elementi architettonici ideali e la cura di layout e segnaletica. Nello stesso tempo Ive si è occupato anche di progetti alternativi, come la realizzazione di un anello, di una scrivania e di un albero di Natale.

Portato a termine l’Apple Park a quanto pare l’ispirazione che da tanto cercava non è arrivata. Pare che i viaggi a Londra, dove il designer ha origini, erano sempre più frequenti. Ive continuerà ad occuparsi di progetti alternativi con il suo amico Marc Newson mediante una nuova impresa: lo studio di design LoveFrom.

Apple se lo vorrà potrà commissionargli dei lavori, come il design di un nuovo iPhone o Apple Watch. Lui potrà accettare o rifiutare le commesse. Nella speranza che i nuovi designer in Apple non facciano altri disastri.

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